Punti chiave
- Conferma dell’esonero per il 2025: Le lavoratrici autonome potranno continuare ad accedere all’esonero parziale dai contributi previdenziali anche il prossimo anno.
- Restano escluse le forfettarie: Chi lavora in regime forfettario è nuovamente esclusa dal beneficio, nonostante questa formula sia tra le più scelte da chi apre una partita IVA.
- Contributi INPS ridotti solo per alcune: L’esonero riguarda titolari di partita IVA ordinarie; non sono previsti sconti per le professioniste con regime agevolato.
- Obiettivo: favorire genitorialità e lavoro: La misura aiuta le donne a gestire maternità e professione, ma la platea delle beneficiarie rimane limitata.
- Possibili aggiornamenti dal Governo: Si attendono possibili modifiche nei prossimi mesi, soprattutto dopo la discussione sulla legge di bilancio.
Di seguito spieghiamo con esempi pratici chi può ottenere l’esonero contributivo lavoratrici autonome 2025 e come orientarsi tra le regole.
Introduzione
Il Governo ha confermato anche per il 2025 l’esonero contributivo destinato alle lavoratrici autonome, introducendo alcune novità per chi lavora con partita IVA. Tuttavia, restano escluse dal beneficio le professioniste con regime forfettario, una scelta molto diffusa tra le donne freelance. La misura punta a sostenere maternità e conciliazione tra lavoro e famiglia.
Esonero contributivo 2025: cosa viene confermato
L’esonero contributivo per le lavoratrici autonome sarà valido anche nel 2025. La misura, già attiva negli anni precedenti, mantiene la struttura che prevede una riduzione del 50% dei contributi previdenziali per le lavoratrici autonome con figli.
La percentuale di esonero resta confermata rispetto al 2024. Il beneficio può essere utilizzato per un anno, senza variazioni nelle regole di durata.
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I requisiti sono invariati: bisogna essere lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata INPS o alle gestioni speciali dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) ed essere madri. L’importo massimo del beneficio è calcolato sui minimali contributivi annuali stabiliti dall’INPS.
Chi può accedere all’esonero contributivo
Lavoratrici autonome beneficiarie
L’esonero contributivo 2025 è riservato alle lavoratrici autonome che operano in regime fiscale ordinario. In particolare:
- Libere professioniste con partita IVA in regime ordinario, iscritte alla Gestione Separata INPS (escluse le categorie con Casse previdenziali autonome).
- Artigiane, commercianti e coltivatrici dirette iscritte alle rispettive gestioni speciali dell’INPS, indipendentemente dal regime fiscale adottato.
- Madri con figli minori, con priorità alle lavoratrici con bambini piccoli, considerate la categoria più tutelata dalla misura.
- Lavoratrici autonome con attività stagionali o discontinue, purché in regola con i pagamenti contributivi pregressi e non in regime forfettario.
Chi resta escluso: il caso delle forfettarie
Le professioniste che operano in regime forfettario sono escluse dall’esonero contributivo anche nel 2025. Questa limitazione riguarda una vasta fascia di lavoratrici autonome, considerando che il forfettario è la formula fiscale più comune per chi avvia una nuova attività.
Ad esempio, una freelance che ha aperto partita IVA negli ultimi anni potrebbe aver scelto il regime forfettario per la semplicità gestionale e i vantaggi fiscali. Nonostante ciò, non potrà accedere all’esonero, creando una disparità tra diverse categorie di lavoratrici autonome in tema di sostegno alla genitorialità.
Sono inoltre escluse le professioniste iscritte a Casse previdenziali private (come avvocate, architette, ingegneri e commercialiste). Queste lavoratrici seguono regolamenti previdenziali diversi rispetto all’INPS. Rimane quindi escluso un gruppo di lavoratrici qualificate che potrebbero beneficiare di un supporto alla maternità.
Obiettivo della misura
L’esonero contributivo per le lavoratrici autonome nasce con l’obiettivo di ridurre il divario di genere nel lavoro indipendente. È pensato per sostenere la genitorialità tra le professioniste autonome, spesso prive delle tutele garantite dal lavoro dipendente.
Il legislatore ha creato questo strumento per rispondere alle difficoltà delle madri con partita IVA nel conciliare attività lavorativa e cura dei figli. L’esonero serve a compensare parzialmente la perdita di reddito e l’aumento dei costi che possono accompagnare la maternità di chi lavora in proprio.
Nonostante le intenzioni, la misura mostra dei limiti pratici: l’esclusione delle forfettarie riduce molto la platea delle beneficiarie, proprio dove il sostegno alla genitorialità sarebbe più necessario. Il bonus mamme autonome, come viene definito in modo informale, rappresenta comunque un primo passo verso un sistema di welfare più inclusivo.
Novità e possibili aggiornamenti
Modifiche nella legge di bilancio 2025
La legge di bilancio 2025 introduce alcuni cambiamenti tecnici per l’esonero contributivo delle lavoratrici autonome. La novità principale riguarda la modalità di presentazione della domanda, che sarà interamente digitale tramite il portale INPS, rendendo più semplice l’accesso per le professioniste interessate.
Il testo normativo ha chiarito alcuni aspetti procedurali, risolvendo dubbi emersi negli anni precedenti. Sono stati meglio definiti i termini per la presentazione delle domande e le regole di calcolo del beneficio in caso di attività iniziata durante l’anno.
Le associazioni di categoria avevano chiesto di estendere l’esonero anche alle professioniste in regime forfettario, ma questa proposta non è stata accolta nella versione finale della legge. Le limitazioni di ordine finanziario sono state indicate come causa principale del mantenimento dell’attuale perimetro di applicazione.
Prospettive future dell’agevolazione
Alcuni esperti previdenziali prevedono possibili modifiche più sostanziali negli anni futuri. L’ampliamento della platea delle beneficiarie rimane un obiettivo auspicato da più parti politiche, anche se dipenderà dalle risorse disponibili.
Il dibattito sull’estensione alle forfettarie resta aperto, con proposte che potrebbero essere incluse in futuri provvedimenti relativi al lavoro autonomo. Le associazioni di categoria continuano a fare pressione affinché la misura venga rivista in modo più inclusivo.
Una delle ipotesi allo studio prevede di modulare l’esonero in base all’età dei figli, assegnando percentuali maggiori alle madri con bambini piccoli. Questa proposta risponderebbe all’esigenza di concentrare il sostegno nei periodi di maggiore difficoltà nella conciliazione tra lavoro e famiglia.
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Domande frequenti
Quanto si risparmia con l’esonero contributivo?
Il risparmio varia in base al reddito della lavoratrice autonoma. Per una lavoratrice con reddito medio, l’esonero del 50% sui contributi previdenziali può tradursi in un vantaggio economico di circa 1.000–1.500 euro annui.
Per artigiane e commercianti che versano il minimale contributivo, il risparmio si aggira sugli 800–1.000 euro all’anno. Questo riduce in maniera significativa il carico contributivo, in particolare per chi ha margini ridotti.
Il beneficio massimo è comunque legato ai massimali contributivi fissati annualmente dall’INPS e si applica solo alla quota di contribuzione per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS).
Come si richiede l’agevolazione INPS?
La domanda per l’esonero contributivo va presentata esclusivamente online tramite il portale INPS. L’accesso ai servizi digitali avviene con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Il percorso sul portale INPS prevede la selezione della sezione “Prestazioni e Servizi”, poi “Servizi” e infine “Esonero contributivo per lavoratrici madri”. È necessario inserire i dati personali, le informazioni sui figli e i dettagli relativi all’attività.
Conclusione
La conferma dell’esonero contributivo per le lavoratrici autonome nel 2025 rafforza il sostegno alle madri che lavorano in proprio, mantenendo criteri e esclusioni già previsti. La digitalizzazione della domanda e le procedure chiarite rappresentano un passo avanti nell’accessibilità. Cosa tenere d’occhio: l’apertura del portale INPS e la pubblicazione delle istruzioni operative per presentare domanda nei prossimi mesi.





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