Punti chiave
- Notizia principale: NASpI limitata in caso di dimissioni volontarie. Novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025.
- Contratti a termine più flessibili consentiti fino a dicembre 2025, con meno vincoli per aziende e lavoratori.
- Obbligo di nuove comunicazioni telematiche per il lavoro in smart working, per semplificare controlli e procedure.
- Possibilità di rateizzare i debiti INPS e INAIL fino a 60 mesi, utile per chi ha difficoltà con i pagamenti.
- Le nuove regole puntano a rendere il mercato del lavoro più dinamico, ma cambiano le tutele per chi lascia il lavoro volontariamente.
- Si tratta di un cambiamento rilevante nel quadro delle Italian labor law changes 2025, che incide sia sulla sicurezza che sulla flessibilità contrattuale.
Di seguito i dettagli e cosa cambia nella pratica per cittadini e imprese.
Introduzione
La rassegna stampa di 30 dicembre 2025 si apre con la stretta sulla NASpI in caso di dimissioni volontarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. Questa modifica incide in modo significativo sull’ambito delle Italian labor law changes 2025. In questo scenario, anche una maggiore flessibilità sui contratti a termine ridisegna tutele e opportunità per lavoratori e imprese.
Notizia principale: NASpI dopo dimissioni volontarie, cosa cambia
La nuova disposizione nella Legge di Bilancio 2025
La Legge di Bilancio 2025 introduce una novità per i lavoratori che si dimettono volontariamente. Sarà possibile accedere alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) senza attendere i 3 mesi previsti in passato. La modifica, contenuta nell’articolo 34 del testo approvato dal Parlamento, segna una svolta rispetto alle regole precedenti.
Fino ad oggi, chi lasciava volontariamente il proprio impiego doveva attendere un periodo di sospensione di 90 giorni prima di poter richiedere il sussidio di disoccupazione. Con la nuova norma, la domanda di NASpI potrà essere presentata subito dopo la cessazione del rapporto di lavoro, equiparando il trattamento a quello dei lavoratori licenziati.
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Il Ministro del Lavoro ha affermato che questa misura mira a rispondere a una crescente esigenza di flessibilità, dato che le transizioni professionali sono sempre più frequenti e non necessariamente negative per l’economia.
Impatti per lavoratori e aziende
La rimozione del periodo di carenza influirà su circa 150.000 lavoratori all’anno che lasciano il proprio impiego in modo volontario. L’INPS stima che il sussidio medio mensile si attesterà intorno a 1.100 euro, con durata proporzionale agli anni di contribuzione fino a un massimo di 24 mesi.
Per le aziende, la novità potrà aumentare la mobilità del personale e favorire le uscite consensuali. Settori come ristorazione e turismo, che registrano una rotazione elevata, potrebbero vedere incrementate le dimissioni nei periodi di bassa stagione.
Secondo gli esperti di diritto del lavoro, questa misura allinea l’Italia alle prassi già adottate in altri paesi europei, dove la differenza tra licenziamento e dimissioni volontarie ai fini dell’accesso ai sussidi risulta meno netta. Resta necessario che il lavoratore si attivi nella ricerca di una nuova occupazione, pena la decadenza dal beneficio.
Procedure e tempistiche di attuazione
L’INPS pubblicherà entro il 15 gennaio 2026 una circolare con le istruzioni operative per l’applicazione della normativa. I lavoratori dovranno presentare la domanda di NASpI entro 68 giorni dalla cessazione, rispettando i requisiti contributivi già previsti.
La misura entrerà in vigore per le dimissioni volontarie presentate dal 1° febbraio 2026 e non avrà effetto retroattivo. Il lavoratore dovrà inoltre registrarsi presso il Centro per l’Impiego competente e sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato, partecipando alle politiche attive previste.
Patronati e consulenti del lavoro si stanno organizzando per offrire assistenza rispetto alla novità, prevedendo un aumento delle richieste di informazioni e supporto nelle prossime settimane.
In breve oggi: altri interventi sul lavoro
Contratti a termine più flessibili
La Legge di Bilancio 2025 modifica la disciplina dei contratti a termine, estendendo da 12 a 18 mesi la durata massima del primo contratto senza necessità di causale. Questo cambiamento risponde alla richiesta di maggiore flessibilità avanzata dalle associazioni datoriali.
Per i rinnovi dopo il primo contratto, le causali rimangono obbligatorie ma vengono semplificate, richiedendo solo la dicitura di “esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività” dell’azienda. Questa modifica amplia le possibilità di utilizzo rispetto alla precedente normativa.
Il Ministero ha sottolineato che la nuova disciplina punta a conciliare le esigenze di flessibilità delle imprese con la tutela dei lavoratori, mantenendo il limite complessivo di 24 mesi per la successione dei contratti a termine con lo stesso lavoratore.
Smart working: nuovi obblighi di comunicazione
Dal 1° marzo 2026 entrerà in vigore un nuovo sistema di comunicazione telematica per lo smart working. I datori di lavoro dovranno utilizzare esclusivamente il portale del Ministero del Lavoro per comunicare l’avvio di rapporti di lavoro in modalità agile, sostituendo le procedure semplificate adottate durante l’emergenza pandemica.
La comunicazione andrà effettuata entro 5 giorni dall’attivazione dell’accordo e dovrà includere informazioni dettagliate come durata prevista, modalità di alternanza tra lavoro in sede e da remoto, e strumenti tecnologici forniti al lavoratore. Le sanzioni per omessa comunicazione partiranno da 100 euro per ogni lavoratore interessato.
Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, questa modalità coinvolge attualmente circa 3,5 milioni di lavoratori, rendendo il cambiamento particolarmente rilevante.
Rateizzazione debiti verso enti previdenziali
La Legge di Bilancio introduce nuove possibilità di rateizzazione dei debiti verso INPS e INAIL. Le imprese in difficoltà economica potranno richiedere piani di ammortamento fino a 120 rate mensili, rispetto alle attuali 72, per debiti superiori a 100.000 euro.
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Per accedere a questa dilazione estesa, le aziende dovranno dimostrare una difficoltà economica temporanea attraverso indici definiti da un decreto attuativo, che sarà emanato entro il 28 febbraio 2026. La misura si applicherà anche ai piani di rateizzazione già in corso previa richiesta di rimodulazione.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione stima che la nuova norma possa coinvolgere circa 150.000 imprese con debiti contributivi arretrati, per un valore complessivo di circa 7,5 miliardi di euro, facilitando la regolarizzazione delle posizioni senza mettere a rischio la continuità aziendale.
Cosa tenere d’occhio: date e scadenze importanti
- 1° gennaio 2026: entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025 con le nuove disposizioni su NASpI e contratti a termine.
- 15 gennaio 2026: pubblicazione della circolare INPS operativa sulla NASpI dopo dimissioni volontarie.
- 28 febbraio 2026: termine per l’emanazione del decreto attuativo sulla rateizzazione dei debiti INPS/INAIL.
- 1° marzo 2026: avvio del nuovo sistema di comunicazione telematica per lo smart working.
- 1° febbraio 2026: applicazione delle nuove regole sulla NASpI per le dimissioni presentate da questa data.
Conclusione
Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 cambiano in modo rilevante il panorama del lavoro. L’accesso più immediato alla NASpI dopo le dimissioni volontarie, una maggiore flessibilità nei contratti a termine e nuove regole per lo smart working avvicinano la normativa italiana agli standard europei. Cosa tenere d’occhio: le date chiave tra gennaio e marzo 2026 che segneranno l’effettiva entrata in vigore delle principali misure.





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