Punti chiave
- Dal 2025, alcune dimissioni volontarie legate a motivi oggettivi (come trasferimenti aziendali o gravi motivi familiari) daranno diritto alla NASpI.
- I requisiti per la NASpI nelle dimissioni per giusta causa restano validi, ma sono aggiornati e dettagliati dalla nuova legge.
- La domanda NASpI va presentata entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro anche nei nuovi casi previsti, con procedure semplificate.
- Le modifiche puntano a tutelare chi lascia il lavoro per necessità, ma introducono nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro.
- Alcuni dettagli operativi saranno chiariti nei prossimi mesi attraverso decreti attuativi del Ministero del Lavoro.
Nel seguito dell’articolo analizziamo in modo pratico le nuove regole e come tutelare i propri diritti.
Introduzione
La Legge di Bilancio 2025 introduce novità per la NASpI, l’indennità di disoccupazione. Si ampliano i casi in cui anche chi si dimette può accedere al sussidio, soprattutto per motivi oggettivi come trasferimenti aziendali o gravi ragioni familiari. Le nuove regole modificano sia i requisiti che le modalità di domanda, con effetti concreti per lavoratori e famiglie.
Le nuove regole NASpI per le dimissioni volontarie
Con le novità previste dalla Legge di Bilancio 2025, la NASpI sarà riconosciuta anche in alcuni casi di dimissioni volontarie. Finora, chi si dimetteva perdeva il diritto all’indennità, ad eccezione dei casi di giusta causa.
La riforma riconosce che possono esistere situazioni oggettive che costringono un lavoratore a dimettersi pur senza una giusta causa tradizionale. Ad esempio, il trasferimento della sede di lavoro oltre 50 km dalla residenza o oltre 80 minuti con i mezzi pubblici.
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Anche le dimissioni per gravi motivi familiari documentati danno ora diritto alla NASpI. Includono la necessità di assistere familiari con gravi patologie o l’impossibilità di conciliare orari di lavoro e necessità di cura della famiglia.
La modifica nasce da una richiesta dei sindacati e riconosce situazioni di difficoltà finora non tutelate. Il Ministero del Lavoro prevede che questa estensione possa coinvolgere circa 12.000-15.000 lavoratori ogni anno.
Dimissioni per giusta causa: casi riconosciuti
Le dimissioni per giusta causa continuano a garantire il diritto alla NASpI e la nuova norma amplia e chiarisce i casi riconosciuti. Il mancato pagamento rimane tra le principali cause, ma ora anche ritardi sistematici nei pagamenti vengono inclusi.
Le molestie (sessuali o morali, come il mobbing) sono esplicitamente riconosciute tra i motivi validi. In questi casi, la documentazione può comprendere denunce formali o certificati medici che attestano stress correlato.
Altre cause legittime sono modifiche peggiorative delle mansioni, demansionamenti e mancata regolarizzazione contributiva. Viene inoltre riconosciuto che la variazione dei turni di lavoro incompatibile con l’assistenza a familiari disabili o minori di 12 anni costituisce giusta causa.
È prevista anche la possibilità di dimettersi con diritto alla NASpI in caso di trasferimento aziendale che comporti modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro. Questi ampliamenti riflettono le nuove esigenze del mondo del lavoro e le difficoltà affrontate dai lavoratori.
Per approfondire i dettagli sui casi di licenziamento per giusta causa e su come tutelarsi, puoi consultare la nostra guida specifica.
Come presentare domanda: procedure e documentazione
La domanda NASpI va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Questa scadenza si applica anche ai nuovi casi di dimissioni volontarie previsti dalla normativa.
Chi si dimette per i motivi inclusi dalla nuova legge deve allegare documenti che attestino la situazione oggettiva. Per trasferimenti di sede, occorrono la comunicazione aziendale e la documentazione sulla residenza. Per motivi familiari, vanno presentati certificati medici, eventuali verbali di invalidità e ogni prova della difficoltà a conciliare lavoro e cura familiare. È consigliabile conservare copia delle comunicazioni col datore di lavoro.
La domanda può essere inoltrata in autonomia tramite il portale INPS o tramite patronati e consulenti del lavoro. In casi complessi, rivolgersi a un’intermediazione può aiutare a verificare la completezza della documentazione.
Se vuoi capire come funziona e quali sono i requisiti aggiornati per ottenere la NASpI nel 2025, consulta anche la guida dedicata.
Impatti su lavoratori e aziende
Ampliare la NASpI alle nuove casistiche fornisce una rete di protezione per chi si trova in situazioni difficili. Il Ministero stima un impatto di circa 180 milioni di euro all’anno.
Per i lavoratori, il beneficio è la possibilità di abbandonare condizioni insostenibili senza perdere il sostegno economico. L’indennità NASpI può arrivare fino a 1.470,99 euro mensili per un massimo di 24 mesi.
Le aziende potrebbero essere spinte a maggiore attenzione nella gestione dei trasferimenti e delle riorganizzazioni interne. I datori devono considerare con più cura decisioni che possono incidere sulla vita dei dipendenti.
Le associazioni datoriali temono possibili abusi del sistema. I sindacati, invece, giudicano la riforma un passo significativo verso un mercato del lavoro più equo. Il Ministero del Lavoro ha dichiarato che i controlli saranno rigorosi per prevenire utilizzi impropri della misura.
Per conoscere tutti i requisiti e le ultime novità su NASpI e dimissioni volontarie, puoi leggere la guida su quando spetta la disoccupazione nel 2025.
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Decreti attuativi e tempistiche
Anche se la Legge di Bilancio 2025 fissa il quadro generale, servono ancora i decreti attuativi che definiranno nel dettaglio procedure, documentazione e controlli. Il Ministero del Lavoro prevede di pubblicarli entro marzo 2025.
Fino alla pubblicazione di questi decreti, l’INPS applicherà le regole precedenti valutando caso per caso le situazioni che potrebbero rientrare nella nuova normativa. L’ente aggiornerà procedure e sistemi informatici quando i decreti entreranno in vigore.
Gli esperti consigliano a chi è coinvolto di raccogliere e conservare già ora tutta la documentazione necessaria. Prima di presentare le dimissioni, consultare sindacati, patronati o consulenti può aiutare a valutare correttamente la propria posizione.
Per aggiornamenti sulle novità normative è utile monitorare i siti ufficiali di INPS e Ministero del Lavoro, dove verranno pubblicati circolari e avvisi. Le parti sociali organizzeranno seminari informativi non appena la normativa sarà completata dai decreti.
Se vuoi approfondire le procedure pratiche per richiedere l’indennità NASpI, ti consigliamo questa risorsa dettagliata.
Conclusione
L’estensione della NASpI a specifiche dimissioni volontarie rafforza la tutela di chi lascia il lavoro in condizioni particolari, offrendo un sostegno economico dove prima non era previsto. Questa riforma risponde ai bisogni concreti di lavoratori e famiglie e avrà impatto sia sulle procedure d’impresa che sulla protezione sociale. Da tenere d’occhio: i decreti attuativi sono attesi entro marzo 2025 e chiariranno le modalità pratiche di accesso.
Per approfondire le informazioni sui tuoi diritti nel mondo del lavoro e sulle forme di tutela legale nelle cause di lavoro, consulta la guida aggiornata.





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