Punti chiave
- Sgravi contributivi diventano strutturali: Le nuove misure puntano a favorire assunzioni a lungo termine, con agevolazioni che si estendono oltre il singolo anno fiscale.
- Riduzione delle tasse su lavoro e imprese: Il disegno di legge prevede tagli mirati alle aliquote, per aumentare il netto in busta paga e alleggerire il carico fiscale sulle aziende.
- Addio ai bonus temporanei: Si abbandona il modello dei bonus una tantum, privilegiando incentivi che rendano il mercato del lavoro più stabile.
- Focus su piccole imprese e autonomi: Sono previste norme specifiche dedicate a chi lavora in proprio o gestisce piccole attività, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e incentivare la regolarizzazione.
- Prossimi passi: Il testo della Legge di Bilancio 2026 sarà discusso in Parlamento in autunno, con un confronto annunciato tra governo, sindacati e categorie produttive.
Nelle prossime righe analizziamo cosa significano queste novità e come potrebbero cambiare realmente le tue tasse sul lavoro.
Introduzione
La Legge di Bilancio 2026, prossima alla discussione parlamentare d’autunno, introduce cambiamenti rilevanti su sgravi contributivi e tasse sul lavoro. L’intento è rendere gli incentivi più stabili e strutturali, sostenendo l’occupazione e la crescita in modo duraturo, con misure specifiche anche per piccole imprese e lavoratori autonomi.
Le principali novità della Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 propone cambiamenti profondi sugli sgravi contributivi e sulle tasse sul lavoro, superando l’approccio dei bonus temporanei. In particolare, è prevista una riduzione permanente del cuneo fiscale per i lavoratori con redditi fino a 40.000 euro annui. Il taglio va dal 7% per i redditi più bassi al 3% per quelli più elevati.
Le aziende che assumono a tempo indeterminato potranno beneficiare di una riduzione del 30% dei contributi previdenziali per i primi due anni. Tale sgravio arriva al 50% nelle regioni del Sud Italia e per assunzioni di giovani under 35 e donne che rientrano nel mercato del lavoro.
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La manovra prevede uno stanziamento complessivo di 18 miliardi di euro: 12 miliardi destinati alla riduzione delle tasse sui redditi da lavoro dipendente e 6 miliardi agli incentivi per le nuove assunzioni stabili.
Come cambiano gli sgravi contributivi per le imprese
Gli sgravi contributivi per le imprese diventano misure strutturali, non più soggette a rinnovi annuali. Le aziende che assumono personale a tempo indeterminato potranno contare su una decontribuzione del 30% per 24 mesi, con un limite massimo di 8.000 euro annui per dipendente.
Per le startup innovative e le aziende attive nei settori ad alta tecnologia, lo sgravio cresce al 40% per i primi tre anni. Particolare attenzione viene data alle assunzioni di personale qualificato con competenze STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Le piccole e medie imprese avranno a disposizione una procedura semplificata per richiedere gli incentivi, basata su autocertificazione e controlli successivi. Questo sistema, più snello, ridurrà notevolmente i tempi di attesa per accedere ai benefici. Negli anni scorsi, questi tempi potevano arrivare anche a 6-8 mesi.
Riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti
Per i lavoratori dipendenti è prevista una riduzione strutturale dell’IRPEF, con l’ampliamento del secondo scaglione (25%) fino a 50.000 euro di reddito annuo. Nei redditi fino a 35.000 euro, è introdotta una detrazione fissa di 1.200 euro l’anno. Questo garantirà un aumento di circa 100 euro mensili nella busta paga.
La decontribuzione diventa strutturale e automatica. Il vantaggio sarà applicato direttamente nella busta paga senza necessità di domande. Un lavoratore con uno stipendio medio di 1.500 euro al mese potrà ottenere un aumento netto stimato tra 80 e 120 euro mensili.
Le famiglie con figli potranno beneficiare di detrazioni accresciute per carichi familiari, con un aumento del 20% per ogni figlio a carico. Questo potrà tradursi in un vantaggio fiscale fino a 500 euro all’anno per figlio.
Misure specifiche per giovani e donne
Le aziende che assumono giovani sotto i 35 anni avranno sgravi contributivi maggiorati al 50% per i primi tre anni di contratto, con un limite di 10.000 euro annui. Lo stesso beneficio si applicherà alle nuove assunzioni di donne, indipendentemente dall’età.
Per le madri lavoratrici con almeno due figli, viene introdotto il cosiddetto “bonus mamme”. Prevede l’esenzione totale dai contributi previdenziali a carico della lavoratrice fino al decimo anno di età del figlio più piccolo, con un vantaggio che può arrivare a 3.000 euro annui.
Le aziende che adottano misure per la conciliazione vita-lavoro, come asili nido aziendali, orari flessibili o smart working strutturato, potranno beneficiare di ulteriori sgravi fiscali. In questi casi, la deduzione sulle spese sostenute arriva al 120%.
Confronto con le precedenti manovre finanziarie
Rispetto alle precedenti Leggi di Bilancio, la manovra 2026 rappresenta un passaggio dai bonus temporanei verso riforme strutturali del sistema fiscale e contributivo. Le decontribuzioni, finora rinnovate di anno in anno con criteri variabili, sono ora stabilizzate con regole chiare e di lungo periodo.
La manovra 2025 aveva previsto 10 miliardi per tagliare il cuneo fiscale, limitando però le misure a un solo anno. La nuova legge incrementa le risorse a 18 miliardi e rende gli interventi stabili, offrendo maggiore certezza a lavoratori e imprese nella pianificazione futura.
Il sistema dei crediti d’imposta temporanei viene sostituito da deduzioni dirette dal reddito imponibile per aziende che investono in nuova occupazione. Questa scelta semplifica gli adempimenti burocratici e rende immediatamente fruibili i vantaggi fiscali.
Impatto previsto sul mercato del lavoro
Secondo le stime del Ministero dell’Economia, le nuove misure della Legge di Bilancio 2026 potrebbero creare fino a 250.000 nuovi posti di lavoro stabili nei prossimi tre anni. Il focus sugli incentivi strutturali punta a ridurre i contratti precari, che negli ultimi anni rappresentavano oltre il 70% delle nuove assunzioni.
Per le piccole imprese fino a 15 dipendenti, che costituiscono l’80% del tessuto produttivo italiano, la riduzione del costo del lavoro è stimata tra il 15% e il 20%. Per esempio, un ristorante con 10 dipendenti potrebbe risparmiare fino a 25.000 euro all’anno in contributi.
Le associazioni di categoria hanno accolto con favore le nuove misure. Confindustria parla di “un passo decisivo verso maggiore competitività”. I sindacati, pur riconoscendo la natura strutturale degli interventi, chiedono più garanzie sulla qualità dei nuovi posti di lavoro.
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Come accedere agli sgravi e tempistiche
L’accesso agli sgravi contributivi verrà gestito attraverso una nuova piattaforma digitale INPS, attiva dal 1° gennaio 2026. Le aziende potranno registrarsi e inoltrare domanda tramite un sistema semplificato, che garantirà l’esito in tempo reale per le verifiche di base.
I lavoratori dipendenti non dovranno fare alcuna richiesta. Le riduzioni fiscali saranno applicate automaticamente dai datori di lavoro nelle buste paga a partire da gennaio 2026. L’Agenzia delle Entrate ha già pubblicato le nuove tabelle per il calcolo delle ritenute.
Per le misure dedicate a specifiche categorie, come giovani, donne e Sud Italia, sarà necessario presentare una dichiarazione aggiuntiva all’assunzione. Il Ministero del Lavoro ha annunciato che pubblicherà entro novembre 2025 tutte le circolari applicative con le istruzioni operative.
Conclusione
La Legge di Bilancio 2026 introduce sgravi contributivi e riduzioni fiscali strutturali, con l’obiettivo di rendere più stabile il lavoro e favorire nuove assunzioni per giovani, donne e famiglie. Le misure puntano a semplificare l’accesso ai benefici e a ridurre i costi per lavoratori e imprese. Cosa tenere d’occhio: dal 1° gennaio 2026 sarà attiva la piattaforma INPS per le imprese e le riduzioni verranno applicate automaticamente in busta paga.




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