Legge di bilancio 2025 cambia Naspi e contratti e trasparenza obbligatoria per datori – Rassegna stampa 21 Novembre 2025

Avatar Redazione

Punti chiave

  • Notizia principale: La legge di bilancio 2025 modifica i criteri per ottenere la Naspi e aggiorna i contratti, introducendo nuove regole per i datori di lavoro.
  • Cassa integrazione: introdotte nuove linee guida per l’accesso e la gestione degli ammortizzatori sociali.
  • Dal 2025 sarà obbligatorio per i datori di lavoro comunicare immediatamente l’assunzione di un nuovo dipendente.
  • L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel lavoro, con i primi chiarimenti su responsabilità e tutele.
  • Dal prossimo anno scatta anche l’obbligo di trasparenza sui contratti di lavoro.
  • Rinnovato il contratto per oltre 800.000 assistenti familiari, con adeguamenti salariali e maggiori tutele.

Di seguito i dettagli e cosa cambia davvero per lavoratori e datori di lavoro.

Introduzione

Il 21 novembre 2025 la nuova legge di bilancio introduce aggiornamenti significativi per Naspi e contratti di lavoro, portando cambiamenti concreti per lavoratori e datori italiani. In questo approfondimento vengono analizzate le novità in tema di cassa integrazione, comunicazioni obbligatorie e tutela degli assistenti familiari, con un focus sulle nuove regole di trasparenza valide dal 2025.

Notizia principale

Approvazione in commissione

La commissione Bilancio della Camera ha approvato nella serata del 20 novembre 2025 la legge di bilancio 2025, che ora passa all’esame dell’aula. Il provvedimento, dal valore complessivo di 28 miliardi di euro, include numerose misure in ambito fiscale e per il sostegno a famiglie e imprese.

Il ministro dell’Economia ha dichiarato che si tratta di una manovra che guarda al futuro, puntando sulla crescita sostenibile e sul supporto ai redditi medio-bassi. Tra le novità principali si evidenzia la conferma del taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 35.000 euro e la rimodulazione delle aliquote Irpef per i redditi fino a 60.000 euro.

Un passo avanti. Sempre.

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere
aggiornamenti mirati, notizie selezionate e contenuti che fanno davvero la differenza.
Zero distrazioni, solo ciò che conta.

Icona Telegram Entra nel Canale

Le opposizioni hanno criticato alcune scelte, in particolare i tagli alla sanità pubblica, considerandoli insufficienti rispetto alle necessità del sistema sanitario nazionale. I lavori parlamentari proseguiranno con l’obiettivo di approvare definitivamente la manovra entro il 31 dicembre 2025.

Misure per il lavoro

La manovra prevede interventi significativi sul lavoro. Il nuovo “Bonus occupazione Sud” offre sgravi contributivi fino al 100% per le nuove assunzioni nelle regioni meridionali. Sono stanziati 2,5 miliardi di euro per il rinnovo dei contratti pubblici e vengono introdotti incentivi specifici per l’assunzione di giovani under 35.

Per quanto riguarda la flessibilità pensionistica, è stata prorogata di un anno la cosiddetta “Quota 103” (62 anni di età e 41 di contributi), con modifiche sul calcolo dell’assegno. Inoltre, è stata introdotta la nuova “Opzione lavoro”, che consente il pensionamento anticipato con 64 anni di età e 36 di contributi.

La legge rafforza i fondi per la formazione professionale, con 800 milioni di euro destinati a programmi di riqualificazione e aggiornamento delle competenze. Questa misura punta ad accompagnare il mercato del lavoro italiano nelle sfide tecnologiche e nella transizione ecologica.

In breve oggi

Riforma del Jobs Act

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 20 novembre 2025 il disegno di legge di revisione del Jobs Act. Questo intervento modifica in modo rilevante la normativa sui licenziamenti introdotta nel 2015, prevedendo il ripristino parziale dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori per i licenziamenti economici ritenuti illegittimi nelle aziende con più di 15 dipendenti.

La nuova disciplina introduce tutele crescenti proporzionali all’anzianità di servizio, con indennizzi che possono arrivare fino a 36 mensilità nei casi più gravi. Le associazioni datoriali hanno espresso riserve sull’impatto occupazionale, mentre i sindacati hanno accolto positivamente queste misure, pur definendole un passo iniziale verso il ripristino delle tutele complete.

Novità sui contratti a termine

Cambia la disciplina dei contratti a termine con nuove causali più flessibili per i rinnovi oltre i 12 mesi. Il decreto attuativo, pubblicato il 20 novembre 2025 in Gazzetta Ufficiale, consente di stipulare contratti a termine fino a 24 mesi anche per esigenze organizzative temporanee o per la sostituzione di personale assente.

La normativa elimina l’obbligo di dettagliare le esigenze straordinarie, introducendo invece causali più generiche ma verificabili. È previsto un sistema premiale che riduce i contributi aggiuntivi per i datori che trasformano un contratto a termine in tempo indeterminato entro 24 mesi dall’assunzione.

Contratti a termine sono uno dei perni su cui interviene la riforma, per favorire flessibilità e al tempo stesso garantire tutele progressivamente crescenti nel tempo.

Riforma Naspi e ammortizzatori sociali

La riforma degli ammortizzatori sociali comporta modifiche rilevanti alla Naspi, tra cui l’estensione della durata massima dell’indennità di disoccupazione fino a 30 mesi per i lavoratori over 55. Il provvedimento, incluso nel decreto Lavoro pubblicato il 18 novembre 2025, abbassa anche a 20 giorni le giornate di lavoro effettivo richieste nei 12 mesi precedenti.

Per la cassa integrazione è previsto un nuovo strumento, la “CIG di transizione”, dedicata a processi di riconversione industriale e transizione ecologica. Il ministro del Lavoro ha spiegato che questa misura serve ad accompagnare imprese e lavoratori nelle trasformazioni tecnologiche e ambientali, offrendo sostegno durante la riqualificazione professionale.

Naspi 2025 sarà accessibile con requisiti più rigidi ma maggiore durata per alcune categorie, mentre le opportunità di formazione e ricollocamento saranno integrate nella disciplina degli ammortizzatori sociali.

Cosa tenere d’occhio

  • Convocazione delle parti sociali al Ministero del Lavoro per la riforma pensionistica (28 novembre 2025)
  • Termine per l’approvazione in prima lettura della legge di bilancio alla Camera (30 novembre 2025)
  • Pubblicazione dei decreti attuativi della riforma del Jobs Act (15 dicembre 2025)
  • Entrata in vigore delle nuove norme sui contratti a termine (1 gennaio 2026)
  • Scadenza per l’adeguamento dei contratti collettivi alle disposizioni sulla flessibilità lavorativa (31 marzo 2026)

Conclusione

Le recenti modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2025 rappresentano un cambiamento incisivo per il diritto del lavoro italiano, con effetti concreti su Naspi, pensioni, contratti e trasparenza obbligatoria. L’impatto sarà tangibile sia per i lavoratori sia per le aziende, soprattutto su contratti a termine e tutele contro i licenziamenti. Cosa tenere d’occhio: la definitiva approvazione della manovra e l’attuazione delle nuove regole tra dicembre e gennaio.

Licenziamenti economici e la ridefinizione delle relative tutele restano al centro del dibattito, così come la necessità di aggiornare strumenti di sostegno e formazione per lavoratori in transizione.

Tagged in :

Avatar Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *