Legge di Bilancio 2025: imposta premi risultato ridotta e NASPI con 13 settimane richieste – Rassegna stampa 22 Novembre 2025

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Punti chiave

  • La rassegna stampa del 22 novembre 2025 si apre con le principali novità della Legge di Bilancio 2025. Imposta sui premi di risultato ridotta al 5% e nuovi requisiti per accedere alla NASPI.
  • Vengono aggiornate le regole su sanzioni e contratti di lavoro, con l’obiettivo di rendere il sistema più semplice e trasparente.
  • Notizia principale: Confermata la riduzione al 5% dell’imposta sui premi di risultato per i dipendenti.
  • NASPI: per ottenere l’indennità dopo dimissioni volontarie sono ora necessarie almeno 13 settimane di contributi.
  • Sanzioni sul lavoro: aumentano da 6.000 a 12.000 euro per le irregolarità nei rapporti di lavoro.
  • Nuovo contratto misto: introdotta una formula ibrida dipendente-autonomo con benefici fiscali.
  • Italian labor law changes 2025: misure pensate per una maggiore accessibilità alle tutele per lavoratori e imprese.

Introduzione

La rassegna stampa del 22 novembre 2025 si concentra sulla conferma, nella Legge di Bilancio 2025, della riduzione al 5% dell’imposta sui premi di risultato per i lavoratori dipendenti. Questa è una delle principali novità delle Italian labor law changes 2025. Emergono anche nuovi requisiti per accedere alla NASPI dopo dimissioni volontarie, segnale di un processo di aggiornamento ampio delle normative sul lavoro e sulle tutele.


Notizia principale: Imposta sui premi risultato al 5%

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la riduzione dell’imposta sui premi di risultato al 5%. Il taglio, che rappresenta una diminuzione significativa rispetto all’aliquota precedente, sarà applicato ai premi erogati nel periodo d’imposta 2026 fino a un massimo di 3.000 euro lordi.

Il Ministro dell’Economia ha affermato che questa misura fa parte di un pacchetto di interventi per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e incentivare la produttività. La detassazione sarà riservata ai lavoratori del settore privato con un reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell’anno precedente.

Per i datori di lavoro è prevista anche una decontribuzione del 20% sui premi erogati, con un tetto massimo di 500 euro l’anno per dipendente. Secondo le prime stime, questa novità potrebbe riguardare circa 2,5 milioni di lavoratori, con un impatto stimato sulle finanze pubbliche di circa 450 milioni di euro.

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La misura sarà attiva dopo l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026, attesa entro il 31 dicembre 2025. Le aziende dovranno adeguare regolamenti e contratti collettivi alle nuove regole.


In breve oggi: Lavoro e welfare

NASPI: nuove regole di calcolo dal 2026

Dal gennaio 2026 l’indennità di disoccupazione NASPI sarà ricalcolata. La nuova modalità prevede una riduzione progressiva del 3% mensile a partire dal sesto mese di fruizione, non più dal quarto come in passato.

L’INPS conferma che il requisito minimo di 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni resta invariato. Cambia però la durata massima dell’indennità, che sarà pari al 75% delle settimane di contribuzione degli ultimi tre anni. Questa modifica intende rafforzare il supporto ai lavoratori con carriere discontinue.

Secondo il Presidente della Commissione Lavoro, la riforma risponde all’esigenza di offrire sostegno più adeguato nei periodi di transizione occupazionale, in un mercato sempre più dinamico e flessibile. Le domande inviate fino al 31 dicembre 2025 continueranno a seguire le vecchie regole.


Infortuni sul lavoro: sanzioni aumentate del 30%

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un aumento del 30% delle sanzioni per violazioni relative a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, concentrandosi sulla mancata valutazione dei rischi e su carenze nella formazione del personale.

Le nuove regole prevedono, inoltre, la possibilità di interdizione dall’attività per le aziende recidive e rafforzano i poteri ispettivi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Le piccole imprese con meno di 15 dipendenti usufruiranno di un periodo di adeguamento di sei mesi.

Il Ministro del Lavoro sottolinea l’importanza di investire nella sicurezza dei lavoratori. Le associazioni datoriali hanno chiesto incentivi, oltre alle sanzioni, per favorire gli investimenti in materia di sicurezza.


Contratto misto: via libera definitivo

Il contratto misto, che unisce lavoro subordinato e prestazione autonoma, ha ricevuto l’approvazione definitiva. Questo nuovo modello permette di includere, all’interno dello stesso rapporto, una componente subordinata e una autonoma, con regole fiscali e contributive differenziate.

La tipologia sarà utilizzata soprattutto in settori ad alta specializzazione e per ruoli professionali con forti competenze distintive. Le tutele del lavoro subordinato si applicheranno in proporzione alla parte dipendente, mentre la componente autonoma sarà gestita secondo le norme sul lavoro professionale.

I sindacati hanno espresso preoccupazione per un possibile indebolimento delle tutele tradizionali. Le associazioni d’impresa invece hanno accolto con favore la novità. Il contratto misto partirà dal 1° marzo 2026, con decreti attuativi attesi entro febbraio.


Cosa tenere d’occhio: Appuntamenti e scadenze

  • 28 novembre 2025: Conferenza stampa del Ministero del Lavoro sulla riforma degli ammortizzatori sociali (Palazzo Chigi, ore 11:00)
  • 3 dicembre 2025: Termine per l’invio telematico all’INPS delle domande per il nuovo bonus assunzioni giovani under 30
  • 10 dicembre 2025: Audizione parlamentare delle parti sociali sulla Legge di Bilancio 2026 (Commissioni riunite Bilancio e Lavoro)
  • 15 dicembre 2025: Pubblicazione delle linee guida ministeriali sull’applicazione del contratto misto
  • 31 dicembre 2025: Scadenza per l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026

Conclusione

La riduzione dell’imposta sui premi di risultato al 5% rappresenta un’innovazione importante nel quadro delle Italian labor law changes 2025, con effetti pratici sia per i lavoratori che per le imprese. Le modifiche a NASPI, l’inasprimento delle sanzioni e il nuovo contratto misto delineano un contesto lavorativo più flessibile e tutelato. Cosa tenere d’occhio: entro fine dicembre sono attese l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 e le linee guida sul contratto misto.

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