Cgil proclama sciopero generale e treni fermi scuole chiuse per protesta – Rassegna stampa 12 Dicembre 2025

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Punti chiave

  • Notizia principale: sciopero generale 12 dicembre 2025 proclamato dalla Cgil contro l’innalzamento dell’età pensionabile previsto dal governo.
  • Treni e trasporti pubblici bloccati su tutto il territorio nazionale, con forti disagi per pendolari e famiglie.
  • Scuole chiuse in molte regioni come forma di protesta e solidarietà con i lavoratori coinvolti.
  • Il sindacato sottolinea che il 99% dei lavoratori sarebbe penalizzato dall’aumento dell’età per andare in pensione.
  • Tra le richieste principali anche una quattordicesima rafforzata per i pensionati, colpiti dall’attuale riforma.
  • Dialogo in stallo tra sindacati e governo, con nuove iniziative già annunciate se non ci saranno aperture.

Di seguito approfondiamo i dettagli dello sciopero e le sue implicazioni concrete.

Introduzione

Oggi, 12 dicembre 2025, la Cgil ha proclamato lo sciopero generale per protestare contro l’innalzamento dell’età pensionabile previsto dal governo. La mobilitazione ha causato lo stop dei treni e la chiusura di numerose scuole, mentre resta centrale nell’attualità italiana il confronto su lavoro, previdenza e diritti.

Notizia principale: Sciopero generale della Cgil

Adesioni e manifestazioni

La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) ha indetto per oggi, 12 dicembre 2025, uno sciopero generale di 8 ore contro la manovra di bilancio, focalizzandosi sull’innalzamento dell’età pensionabile. Le prime stime rilevano una partecipazione superiore al 70% nei settori pubblici e punte del 90% in alcune fabbriche del Nord Italia. A Roma la manifestazione principale si è svolta in Piazza San Giovanni, dove il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto davanti a migliaia di manifestanti.

Il sindacato contesta soprattutto la riforma previdenziale contenuta nella legge di bilancio, che prevede il passaggio dell’età pensionabile da 67 a 68 anni a partire da gennaio 2026. Landini ha dichiarato che la misura viene percepita come un taglio netto dei diritti acquisiti dai lavoratori italiani. La protesta riguarda anche gli stanziamenti ritenuti insufficienti per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego.

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Lo sciopero è stato proclamato in tutti i settori, pubblici e privati, tranne che nei servizi essenziali garantiti per legge. Il Garante degli scioperi ha confermato la regolarità della proclamazione, sottolineando il rispetto delle norme previste dalla legge 146/90 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Il governo ha invitato il sindacato a un tavolo di confronto previsto per la settimana successiva.

Le aziende hanno ricevuto comunicazioni ufficiali con anticipo, consentendo sia ai datori di lavoro sia ai cittadini di organizzarsi per la giornata di protesta. In regioni come Emilia-Romagna e Toscana, l’adesione ha raggiunto livelli particolarmente elevati, con disservizi significativi nei trasporti locali.

In breve oggi: Impatto dello sciopero

Trasporti e scuole

I trasporti pubblici hanno subito forti rallentamenti e interruzioni per effetto dello sciopero generale della Cgil del 12 dicembre 2025. A Milano, la metropolitana ha operato in modalità ridotta, con una sola linea attiva e frequenze dimezzate. A Roma, l’Atac ha segnalato la chiusura di numerose stazioni e una riduzione del servizio di superficie fino al 70%. Il trasporto ferroviario regionale ha registrato cancellazioni fino al 60% delle corse programmate. I treni ad alta velocità hanno garantito le fasce previste dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00.

Le scuole hanno visto un’ampia adesione del personale docente e non docente, con percentuali comprese tra il 50% e il 75% a seconda delle regioni. Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che circa 15.000 istituti in tutto il paese hanno subito interruzioni del servizio. In molte scuole primarie e dell’infanzia sono stati garantiti solo i servizi minimi di sorveglianza, causando disagi alle famiglie costrette a trovare soluzioni alternative per la cura dei figli.

Secondo l’Associazione Nazionale Presidi, nel 40% degli istituti superiori le lezioni sono state sospese del tutto, mentre nel restante 60% si è proceduto con orario ridotto o accorpamento delle classi. I sindacati del personale scolastico hanno riferito una partecipazione particolarmente alta nel Mezzogiorno, con punte di adesione fino all’80%.

Impatto sulla riforma pensionistica

La riforma pensionistica contestata dalla Cgil prevede un progressivo innalzamento dell’età pensionabile da 67 a 68 anni a partire dal 1° gennaio 2026. Secondo quanto dichiarato dal governo, la misura dovrebbe portare a un risparmio di circa 12 miliardi di euro in tre anni per le finanze pubbliche. Il ministro dell’Economia ha sostenuto che l’intervento è necessario per mantenere la sostenibilità del sistema previdenziale italiano nel lungo periodo.

Le associazioni dei pensionati hanno mostrato solidarietà alla mobilitazione, partecipando alle manifestazioni. Antonio Bianchi, presidente dell’Associazione Nazionale Pensionati, ha affermato che la riforma avrà impatti sia sui lavoratori attuali sia su quelli futuri, aggravando il divario generazionale nel sistema previdenziale. I dati dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio indicano che per un lavoratore medio l’innalzamento dell’età pensionabile comporterà un anno in più di lavoro, con un aumento dei contributi stimato tra i 25.000 e i 35.000 euro.

L’Inps, in un rapporto pubblicato ieri, ha osservato che l’aspettativa di vita in buona salute è cresciuta meno rispetto all’aspettativa di vita complessiva. Questo dato solleva dubbi sull’adeguatezza dell’innalzamento dell’età pensionabile rispetto alle effettive condizioni della popolazione lavorativa anziana. I lavoratori impegnati in mansioni usuranti risulterebbero particolarmente penalizzati, nonostante alcune parziali deroghe previste dalla proposta di riforma. Per approfondire le opzioni alternative e i requisiti attuali, consulta la nostra guida su requisiti pensione anticipata 2025.

Cosa tenere d’occhio: Date ed eventi

  • 12 dicembre 2025: Sciopero generale Cgil in corso con manifestazioni in 40 piazze italiane, la principale a Roma in Piazza San Giovanni dalle 10:00 alle 13:00.
  • 16 dicembre 2025: Tavolo di confronto tra governo e parti sociali sulla riforma pensionistica presso il Ministero del Lavoro, ore 15:00.
  • 18 dicembre 2025: Discussione parlamentare degli emendamenti alla manovra di bilancio con focus sulle misure previdenziali.
  • 20 dicembre 2025: Riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri per valutare le modifiche alla riforma pensionistica.
  • 10 gennaio 2026: Termine ultimo per l’approvazione definitiva della manovra di bilancio con le eventuali modifiche alle misure previdenziali.

Conclusione

Lo sciopero generale del 12 dicembre 2025 ha riscontrato una partecipazione significativa nei settori dei trasporti e della scuola, evidenziando un diffuso dissenso verso l’innalzamento dell’età pensionabile. La mobilitazione mostra le preoccupazioni sul futuro del sistema previdenziale e sulla tutela dei diritti dei lavoratori.
Cosa tenere d’occhio: il tavolo di confronto tra governo e sindacati il 16 dicembre e i successivi passaggi parlamentari legati alla manovra. Per conoscere i tuoi diritti in caso di modifiche al contratto o mansioni lavorative a seguito di nuove normative, consulta la guida su modifica contratto o mansioni.

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