Punti chiave
- Il Collegato lavoro 2025 introduce cambiamenti sui contratti a termine e sullo smart working, con impatti diretti per lavoratori e datori di lavoro.
- La rassegna stampa del 18 dicembre 2025 riporta aggiornamenti su manovra finanziaria, taglio del cuneo fiscale e nuove misure dedicate a lavoratori e famiglie.
- Sono evidenziate anche le novità riguardanti previdenza, incentivi all’occupazione femminile e semplificazioni per l’ingresso di lavoratori stranieri.
Introduzione
Il Collegato lavoro 2025 rinnova le regole su contratti a termine e smart working, segnando un passaggio importante nelle novità diritto del lavoro 2025. Nella rassegna stampa del 18 dicembre 2025 sono trattate anche la conferma del taglio al cuneo fiscale e ulteriori aggiornamenti per la gestione dei contributi e l’assunzione di lavoratori stranieri.
Notizia principale
Contratti a termine e smart working
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Collegato lavoro 2025, apportando modifiche sostanziali alla disciplina dei contratti a termine e dello smart working. La riforma prevede l’estensione della durata massima dei contratti a termine da 12 a 18 mesi senza causale. Per i rinnovi fino a 24 mesi sarà sufficiente una motivazione organizzativa generica.
Per quanto riguarda lo smart working, è previsto un diritto di priorità per genitori con figli under 12, caregiver e lavoratori con disabilità grave. Il Ministro del Lavoro ha dichiarato che tali misure cercano di bilanciare le esigenze di flessibilità delle imprese con maggiori tutele per i lavoratori più fragili.
Le aziende con più di 50 dipendenti dovranno dotarsi di policy specifiche sul lavoro agile entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Sono previste sanzioni amministrative in caso di mancato adeguamento.
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In breve oggi. Fisco
Credito d’imposta formazione lavoro
Il Collegato lavoro introduce un credito d’imposta riservato alle spese di formazione sostenute dai datori di lavoro negli anni 2026 e 2027. L’agevolazione sarà pari al 40% delle spese ammissibili, entro un tetto di 20.000 euro annui per azienda.
La percentuale sale al 50% per i programmi formativi relativi a competenze digitali e transizione ecologica. Il Viceministro dell’Economia ha affermato che la misura è destinata a incentivare la formazione in settori strategici al fine di rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.
Welfare aziendale ampliato
La soglia di esenzione fiscale per i benefit aziendali aumenta da 1.000 a 1.500 euro l’anno. Tra i benefit detassati sono incluse spese per il trasporto pubblico e l’assistenza domiciliare agli anziani.
Le nuove regole saranno applicabili dal 1° febbraio 2026, consentendo alle aziende di rivedere i propri piani di welfare. L’ampliamento dei benefit risponde alla crescente domanda di supporto alla mobilità sostenibile e alla cura familiare.
In breve oggi. Previdenza
Pensione anticipata flessibile
La pensione anticipata flessibile (Quota 103) viene prorogata fino al 31 dicembre 2026, confermando il requisito di 41 anni di contributi e 62 anni di età. Il calcolo dell’assegno resta interamente contributivo, ma il tetto massimo sale a cinque volte il trattamento minimo INPS.
Chi sceglie di restare al lavoro anche dopo aver raggiunto i requisiti ottiene un bonus contributivo pari al 10% della retribuzione. Il presidente dell’INPS ha definito la misura un compromesso tra flessibilità in uscita e sostenibilità della previdenza.
pensione anticipata flessibile resta dunque un’opzione per molte categorie di lavoratori.
Incentivi all’occupazione femminile
Un nuovo esonero contributivo è introdotto per le assunzioni a tempo indeterminato di donne disoccupate da almeno sei mesi o residenti in aree svantaggiate. Lo sgravio, pari al 100% dei contributi e fino a 8.000 euro annui, durerà tre anni per le imprese del Sud e due anni per quelle del Centro-Nord.
La misura si applicherà alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Secondo il Ministero del Lavoro, si prevede la creazione di circa 50.000 nuovi posti di lavoro femminili nel prossimo biennio, favorendo la riduzione del divario occupazionale di genere.
In breve oggi. Immigrazione
Nuovi flussi e corsi pre-partenza
Il decreto aumenta di 30.000 unità le quote di ingresso di lavoratori extracomunitari per il 2026, con particolare attenzione ai settori di agricoltura, edilizia e assistenza domiciliare. Viene introdotto l’obbligo di frequentare corsi di lingua e formazione professionale nei paesi di origine.
Il Ministro degli Interni ha indicato che l’obiettivo è promuovere un’immigrazione qualificata allineata ai bisogni del mercato del lavoro nazionale. Le associazioni datoriali hanno espresso consenso per l’ampliamento delle quote, considerando la carenza di manodopera in diversi settori.
Permessi di soggiorno per formazione
È istituito un permesso di soggiorno di 12 mesi per formazione professionale, convertibile in permesso per lavoro subordinato al termine del percorso. La misura punta a creare canali di ingresso regolari e qualificati.
Sono previsti accordi bilaterali con i paesi di origine e la collaborazione di Regioni e associazioni di categoria per l’organizzazione dei corsi. L’obiettivo principale è favorire l’integrazione dei lavoratori stranieri e ridurre il rischio di irregolarità.
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permesso di soggiorno rappresenta dunque una novità significativa anche per la gestione dei rapporti di lavoro e residenza in Italia.
Cosa tenere d’occhio
- Pubblicazione del decreto Collegato lavoro in Gazzetta Ufficiale: entro il 31 dicembre 2025
- Tavolo tecnico per la definizione dei decreti attuativi: 15 gennaio 2026
- Scadenza per l’adozione delle policy aziendali sullo smart working: 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto
- Convegno nazionale “Novità diritto del lavoro 2025”: 23 gennaio 2026, Roma
- Apertura piattaforma INPS per le domande di pensione anticipata flessibile: 1 febbraio 2026
- Prima scadenza per la rendicontazione del credito d’imposta formazione: 31 marzo 2026
Conclusione
Le novità diritto del lavoro 2025 portano cambiamenti rilevanti per lavoratori e imprese, introducendo regole più chiare su contratti a termine, smart working e nuove misure in materia di welfare e previdenza. Questi interventi mirano a rendere il lavoro più flessibile e vicino alle esigenze attuali, rafforzando tutele e incentivi. Da segnalare la pubblicazione ufficiale del decreto entro dicembre e i primi decreti attuativi dal 15 gennaio 2026.
smart working e contratti a termine restano aree centrali dove imprese e lavoratori dovranno essere aggiornati per adeguarsi al nuovo scenario normativo.





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