Punti chiave
- Notizia principale: Pubblicata la Legge 182/2025. Cambiano le regole per integrazioni salariali e LUL.
- Contratti a termine: proroga automatica per i rinnovi fino al 31 dicembre 2025.
- Sicurezza sul lavoro: approvato in via definitiva il decreto che rafforza controlli, sanzioni e formazione.
- NASpI: nuovi requisiti più stringenti per accedere all’indennità di disoccupazione nella legge di bilancio 2025.
- Cosa tenere d’occhio: Entrata in vigore graduale delle nuove misure e futuri chiarimenti operativi attesi nei prossimi mesi.
Introduzione
Dal 28 dicembre 2025 la Legge 182/2025 entra ufficialmente in vigore, portando nuove regole sulle integrazioni salariali e sul libro unico del lavoro. Nell’ambito degli aggiornamenti sul diritto del lavoro italiano per il 2025, la giornata vede anche l’approvazione definitiva del decreto sulla sicurezza sul lavoro. Queste novità delineano un quadro normativo pensato per chi lavora e per chi gestisce un’impresa.
Notizia principale
La Legge 182/2025 sulle Disposizioni in materia di lavoro nell’era digitale è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2025, portando novità importanti per il lavoro da remoto, i contratti digitali e la protezione dei dati personali. Dal 1° marzo 2026 valgono regole più chiare sull’uso degli strumenti digitali e sul diritto a staccare dal lavoro.
Tra le novità principali c’è l’obbligo per le aziende con più di 15 dipendenti di usare protocolli digitali certificati per i contratti e le comunicazioni, eliminando la carta. Il Ministro del Lavoro ha definito questa trasformazione un passo avanti per il mondo del lavoro in Italia.
Arriva anche un sistema di sanzioni, per chi non rispetta le nuove regole, da 2.000 a 15.000 euro, a seconda della gravità delle violazioni e della dimensione dell’azienda. I decreti attuativi (previsti entro 120 giorni) definiranno le regole tecniche da seguire e i requisiti di sicurezza delle piattaforme digitali.
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In breve oggi
Novità per i professionisti
Consulenti del lavoro: nuove responsabilità digitali
I consulenti del lavoro svolgeranno un ruolo chiave nell’applicazione della nuova legge, con responsabilità nella certificazione delle procedure digitali. Previsto un albo speciale per chi potrà validare i protocolli digitali aziendali, accessibile dopo un corso di formazione obbligatorio di 40 ore.
Il Consiglio Nazionale ha accolto la novità come un’opportunità di crescita che richiederà aggiornamenti costanti. Le nuove certificazioni dovranno essere rinnovate ogni due anni, seguendo l’evoluzione delle tecnologie e delle norme.
Formazione obbligatoria sulla privacy lavorativa
La Legge 182/2025 prevede formazione specifica sulla protezione dei dati per chi gestisce le risorse umane e gli amministratori di sistemi informatici. Sono necessarie almeno 20 ore l’anno presso enti accreditati dal Ministero del Lavoro.
Le aziende hanno tempo fino al 30 giugno 2026 per mettersi in regola. Chi non forma il personale può ricevere sanzioni fino a 5.000 euro per ogni dipendente. Se l’azienda supera i 50 dipendenti, dovrà nominare anche un responsabile interno per la privacy sul lavoro.
Impatti sulle imprese
PMI: transizione digitale agevolata
Le piccole e medie imprese (PMI) avranno più tempo (fino al 1° settembre 2026) per adeguarsi e potranno usufruire di incentivi fiscali per l’acquisto di software e servizi digitali, con un credito d’imposta del 50% delle spese, fino a 20.000 euro. Si accede tramite una procedura semplificata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Per aiutare le PMI, il Ministero dello Sviluppo Economico attiverà sportelli di assistenza gratuita presso le Camere di Commercio da febbraio 2026.
Grandi aziende: compliance e reportistica avanzata
Per chi ha oltre 250 dipendenti arrivano obblighi più severi: bisogna redigere un report annuale sulla digitalizzazione dei processi HR e sui dati protetti. L’azienda dovrà anche nominare un Digital Labor Officer qualificato.
Le multinazionali che lavorano in Italia dovranno adeguarsi agli standard nazionali entro sei mesi. Se non lo faranno, rischiano sanzioni progressive fino all’1% del fatturato in Italia (massimo 500.000 euro).
Tutele per i lavoratori
Diritto alla disconnessione codificato
La nuova legge garantisce il diritto di staccare dal lavoro: ogni lavoratore ha diritto ad almeno 11 ore di riposo digitale consecutive ogni 24 ore, durante le quali non riceverà chiamate o messaggi di lavoro.
Se questa regola non viene rispettata, il datore di lavoro rischia sanzioni da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore coinvolto. I dettagli saranno specificati nei contratti collettivi entro 12 mesi.
Monitoraggio digitale e trasparenza algoritmica
Arrivano regole precise anche per il monitoraggio attraverso sistemi digitali e l’uso di algoritmi nei processi decisionali. Le aziende dovranno informare in modo chiaro i dipendenti e chiedere un consenso esplicito.
Non è permesso usare solo algoritmi per assumere, licenziare o promuovere. Queste norme nascono per difendere la dignità delle persone e garantire sempre la supervisione umana nelle decisioni importanti.
Cosa tenere d’occhio
- 1° marzo 2026: entra in vigore la Legge 182/2025 sul lavoro digitale
- 30 marzo 2026: pubblicazione dei decreti attuativi della Legge 182/2025
- 15 aprile 2026: iscrizioni per i corsi di abilitazione dei consulenti del lavoro alla certificazione digitale
- 30 giugno 2026: termine ultimo per completare la formazione obbligatoria sulla privacy lavorativa
- 1° settembre 2026: fine del periodo transitorio per l’adeguamento delle PMI
Conclusione
L’arrivo della Legge 182/2025 segna una nuova tappa per il lavoro digitale in Italia: regole più trasparenti, nuovi diritti digitali e passi avanti nella modernizzazione tecnologica. Imprese di ogni dimensione sono chiamate ad aggiornarsi su obblighi e tempistiche. Da tenere a mente: principali scadenze tra marzo e settembre 2026 per tutti gli adempimenti previsti dalla riforma.
diritto di staccare dal lavoro
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