Punti chiave
- Esoneri contributivi per assunzioni stabili: La Legge di Bilancio 2026 prevede sgravi per chi assume a tempo indeterminato, così da favorire nuovi posti di lavoro.
- Fisco: È previsto un taglio Irpef pensato per il ceto medio e una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti, con effetti sulle buste paga.
- Nuove regole per il silenzio assenso sul TFR, che cambiano la gestione delle liquidazioni dei lavoratori.
- Priorità al part-time per i genitori con tre figli, per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia.
- La Legge di Bilancio 2026 mira a sostenere l’occupazione e a dare supporto concreto alle famiglie con maggiori difficoltà.
Di seguito i dettagli e le novità più rilevanti.
Introduzione
La rassegna stampa del 10 gennaio 2026 si apre con la Legge di Bilancio 2026 e i nuovi esoneri contributivi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato. Tra le principali novità ci sono il taglio Irpef per il ceto medio, nuovi requisiti per il TFR e maggiori diritti a favore dei genitori con tre figli.
Notizia principale. Esoneri contributivi nella Legge di Bilancio 2026
Decontribuzione per nuove assunzioni
La Legge di Bilancio 2026 introduce esoneri contributivi che aiutano le imprese a creare nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. Le aziende possono usufruire di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali per i primi due anni di contratto, fino a un massimo di 8.000 euro annui per lavoratore.
L’incentivo è valido solo per le assunzioni fatte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e solo se l’azienda aumenta il numero effettivo dei lavoratori rispetto alla media dell’anno prima.
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Il Ministero del Lavoro ha chiarito che lo sgravio può essere utilizzato insieme ad altri incentivi economici, ma non con ulteriori esoneri contributivi. Secondo il Ministro dell’Economia, si tratta di un intervento strutturale per promuovere il lavoro stabile.
Bonus Sud potenziato
Per le imprese nel Mezzogiorno sono previsti esoneri ancora più vantaggiosi. Le aziende di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna potranno contare su uno sgravio del 70% dei contributi.
Nei territori indicati, l’agevolazione durerà tre anni anziché due e il tetto massimo per lavoratore salirà a 10.000 euro annui. L’intento è favorire l’occupazione in zone con alti tassi di disoccupazione.
L’Inps pubblicherà una circolare operativa entro il 31 marzo 2026 con le istruzioni applicative. Secondo le stime, potrebbero nascere fino a 200.000 nuovi posti di lavoro nelle regioni meridionali, aiutando a colmare il divario territoriale.
In breve oggi. Fisco e buste paga
Riforma Irpef e nuove aliquote
La Legge di Bilancio 2026 ridisegna le aliquote Irpef per dare un po’ di respiro ai redditi medio-bassi. La nuova struttura prevede tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre questa soglia.
Il beneficio medio stimato per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro sarà di circa 300 euro l’anno. Crescono anche le detrazioni per le famiglie più numerose.
L’Agenzia delle Entrate precisa che le modifiche saranno effettive già nei primi mesi del 2026. I contribuenti vedranno il taglio direttamente in busta paga da febbraio 2026.
Tassazione agevolata premi di produttività
I premi di produttività verranno tassati solamente al 5% per importi fino a 5.000 euro l’anno – invece del 10% attuale. La misura si applica a chi ha un reddito complessivo non superiore a 80.000 euro l’anno precedente.
La platea dei beneficiari si amplia, includendo anche i dirigenti in base al nuovo limite di reddito. I premi potranno essere trasformati in servizi o beni aziendali e la soglia di esenzione sale a 7.000 euro.
Secondo i dati, questa novità interessa circa 7 milioni di lavoratori privati. Le associazioni dei datori di lavoro la vedono come un incentivo utile alla contrattazione aziendale.
In breve oggi. Famiglia e lavoro
Diritti per genitori con tre o più figli
La manovra 2026 introduce maggiori tutele per chi ha almeno tre figli. I genitori potranno usufruire di un congedo parentale retribuito all’80% per i primi tre mesi, aggiuntivo rispetto a quanto già previsto.
Viene anche riconosciuta la possibilità di lavorare in modalità agile per tre giorni a settimana, fino al compimento del sesto anno del figlio più piccolo. Se l’azienda nega questo diritto senza validi motivi, dovrà pagare un’indennità di 200 euro mensili.
C’è anche un aumento del 30% degli assegni familiari per chi ha almeno tre figli. Tutte queste misure vogliono sostenere la conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Novità sul TFR e silenzio assenso
Dal 1° luglio 2026, per i neoassunti, se non viene espressa una scelta entro sei mesi, il TFR sarà trasferito automaticamente alla previdenza complementare, secondo il nuovo meccanismo di silenzio assenso.
I datori di lavoro dovranno informare i dipendenti tramite comunicazioni definite dal Ministero del Lavoro. Il lavoratore potrà cambiare idea in qualsiasi momento e richiedere la restituzione del TFR in azienda.
L’obiettivo dichiarato dal Ministro è rafforzare il secondo pilastro pensionistico, soprattutto tra i più giovani, favorendo una pensione integrativa per il futuro. Per approfondire i casi di TFR non pagato e i relativi strumenti di tutela, consulta la nostra guida.
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Cosa tenere d’occhio
- 15 gennaio 2026: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo definitivo della Legge di Bilancio 2026
- 31 gennaio 2026: webinar del Ministero dell’Economia sulle nuove misure fiscali
- 28 febbraio 2026: scadenza per l’emanazione dei decreti attuativi sugli esoneri contributivi
- 31 marzo 2026: pubblicazione della circolare Inps con istruzioni operative per la decontribuzione
- 30 aprile 2026: aggiornamento dei software paghe aziendali con le nuove aliquote Irpef
- 1° luglio 2026: partenza del nuovo meccanismo di silenzio assenso per il TFR
Conclusione
La Legge di Bilancio 2026 rappresenta un passo avanti per la stabilità occupazionale e un supporto concreto alle famiglie, con esoneri per le nuove assunzioni, riforma Irpef e novità sul TFR. L’impatto vero e proprio sarà valutato nei prossimi mesi, con particolare attenzione al Sud e alle famiglie più numerose. Da segnare in agenda: 15 gennaio la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e prime istruzioni operative entro fine marzo.




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