Legge di Bilancio 2026: nuove agevolazioni per chi assume

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Punti chiave

  • Nuovi incentivi per l’assunzione:
    La Legge di Bilancio 2026 introduce agevolazioni fiscali e contributive per chi assume, in particolare giovani, donne e disoccupati di lunga durata.
  • Misure integrate di stabilizzazione:
    Gli incentivi sono collegati a politiche attive del lavoro e strumenti di formazione per favorire una permanenza stabile in azienda.
  • Accesso semplificato ai bonus:
    Le procedure diventano più veloci e meno burocratiche, aiutando sia i datori di lavoro sia chi cerca occupazione.
  • Impatto sulle piccole imprese:
    Le agevolazioni sono pensate anche per artigiani, commercianti e microimprese, con sgravi su misura delle loro esigenze.
  • Prossimi passi attesi:
    Sono previste circolari applicative e chiarimenti operativi da INPS e ministeri nei prossimi mesi. I decreti attuativi arriveranno entro il 2025.

Ecco cosa cambia in concreto, chi può usufruire dei nuovi incentivi e come funziona la richiesta.

Introduzione

La Legge di Bilancio 2026 prevede nuovi incentivi fiscali e contributivi per chi assume, con attenzione a giovani, donne e disoccupati di lunga durata. L’obiettivo è sostenere una crescita occupazionale più stabile e inclusiva. Le norme appena approvate rendono più semplice l’accesso ai bonus, anche per piccoli imprenditori e artigiani, con prime applicazioni attese tra il 2025 e il 2026.

Le principali novità della Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 introduce incentivi per le assunzioni con sgravi contributivi fino al 50% per 24 mesi. Le agevolazioni riguardano le aziende che assumono giovani sotto i 30 anni, donne di qualsiasi età e disoccupati di lunga durata.

Per la prima volta, le microimprese con meno di 10 dipendenti potranno accedere agli incentivi tramite procedure semplificate. Il Ministero del Lavoro ha stanziato 2,5 miliardi di euro per sostenere queste misure nel biennio 2026-2027.

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Secondo il Ministro del Lavoro, si è voluto creare un sistema di incentivi universale ma mirato, con l’obiettivo di ridurre il tasso di disoccupazione sotto il 5% entro il 2028. Queste misure si inseriscono nel Piano Nazionale per l’Occupazione, che combina politiche attive e incentivi alla stabilizzazione contrattuale.

Categorie di lavoratori interessate

Gli sgravi più ampi riguardano i giovani sotto i 30 anni, per cui è prevista una decontribuzione del 50% per 24 mesi, con un tetto massimo di 8.000 euro annui. Per le assunzioni nelle regioni del Sud, l’esonero sale al 60%.

Le donne disoccupate da almeno sei mesi beneficiano di una decontribuzione del 40% per 18 mesi, estendibile a 24 mesi nelle aree svantaggiate. L’agevolazione non prevede limiti di età.

I disoccupati di lunga durata (più di 24 mesi) ricevono uno sgravio del 35% per 18 mesi. Per i beneficiari di sostegno al reddito è previsto un bonus di 3.000 euro per il datore di lavoro.

Per i lavoratori over 50 è stato introdotto un incentivo del 30% per 12 mesi, per facilitare il reinserimento di questa fascia d’età.

Requisiti per le aziende

Per beneficiare degli incentivi, le aziende devono rispettare requisiti precisi. Il contratto deve essere a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato professionalizzante. Sono esclusi i contratti domestici e intermittenti.

L’azienda non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei sei mesi precedenti e successivi all’assunzione agevolata, per evitare turnover strategico.

Sono richiesti regolarità contributiva e fiscale, rispetto dei contratti collettivi e delle norme sulla sicurezza. Il DURC deve essere valido al momento della richiesta.

Il Direttore dell’INPS ha spiegato che saranno premiate le aziende virtuose che investono in occupazione stabile e di qualità. I controlli verranno effettuati in modo automatizzato tramite incrocio delle banche dati.

Come funziona l’accesso ai bonus

Per richiedere il bonus assunzioni 2026, i datori di lavoro dovranno usare la piattaforma INPS dedicata, inserendo il codice fiscale del lavoratore e le informazioni sul contratto.

Non saranno più necessari documenti cartacei o la presenza in ufficio. Tutto avverrà digitalmente tramite SPID o CNS.

Le aziende riceveranno una risposta entro 48 ore, grazie a un sistema automatizzato di validazione. In caso positivo, lo sgravio sarà applicato direttamente ai contributi mensili.

Per le microimprese esiste un canale semplificato con assistenza dedicata. Il responsabile del progetto digitale INPS ha dichiarato che è stata creata una “fast track” per le piccole realtà imprenditoriali.

Cumulabilità con altre agevolazioni

Un elemento innovativo della Legge di Bilancio 2026 è la cumulabilità degli incentivi. I bonus assunzioni possono essere combinati con altre agevolazioni fiscali, entro alcuni limiti.

È consentito sommare gli sgravi contributivi al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, fino al 70% del costo salariale annuo. Questo favorisce le imprese che investono e assumono insieme.

Non è invece ammessa la cumulabilità con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente, salvo per l’incentivo all’occupazione femminile, che si può aggiungere agli sgravi nelle aree svantaggiate.

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Il Viceministro dell’Economia ha spiegato che l’intento è quello di premiare chi assume e investe allo stesso tempo, creando un circolo virtuoso tra innovazione e occupazione.

Impatto atteso sul mercato del lavoro

Il Ministero dell’Economia prevede fino a 350.000 nuove assunzioni stabili nel primo anno di applicazione delle nuove misure. L’impatto maggiore dovrebbe registrarsi nel settore manifatturiero e nei servizi alle imprese.

La riduzione del costo del lavoro, stimata tra il 25% e il 40% a seconda dei casi, offre un incentivo concreto alla programmazione di nuove assunzioni stabili. Per un giovane under 30, il risparmio medio per l’azienda è di circa 12.000 euro in due anni.

Nelle regioni del Sud si prevede un aumento dell’occupazione fino al 3%. Si attende anche un impatto rilevante sull’occupazione femminile, con 120.000 nuove assunzioni previste.

Il presidente dell’ISTAT sottolinea che l’obiettivo non è solo numerico, ma anche qualitativo, grazie a incentivi calibrati per favorire contratti stabili e meglio retribuiti.

Il confronto con le precedenti misure

Le agevolazioni della Legge di Bilancio 2026 segnano un’evoluzione rispetto alle misure precedenti. Rispetto agli incentivi del 2024-2025, la decontribuzione passa da 12 a 24 mesi e l’importo massimo cresce del 30%.

La procedura di richiesta è stata resa più semplice, riducendo gli adempimenti burocratici a un’unica autocertificazione digitale rispetto alle 15 dichiarazioni richieste in passato.

Inoltre, gli incentivi sono stati estesi a imprese di ogni dimensione, superando i vecchi limiti legati a fatturato o personale. In precedenza, alle grandi imprese spettavano sgravi ridotti.

Il Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito che il nuovo sistema punta a maggiore efficacia e controlli mirati su indicatori di rischio, per contrastare gli abusi senza ostacolare le aziende corrette.

Tempistiche e modalità di attuazione

Le nuove agevolazioni entreranno in vigore dopo l’emanazione dei decreti attuativi, prevista entro il 2025. Nei prossimi mesi sono attesi chiarimenti operativi da INPS e dai ministeri competenti. La piattaforma digitale per la richiesta degli incentivi sarà operativa a partire dall’inizio del 2026.

Conclusione

Le agevolazioni della Legge di Bilancio 2026 rappresentano un passo importante per le politiche del lavoro, favorendo assunzioni stabili e contribuendo a ridurre i divari territoriali e di genere. L’attenzione a inclusione e semplificazione offre opportunità soprattutto a giovani, donne e microimprese.
Cosa tenere d’occhio: l’avvio della piattaforma INPS e i primi dati sulle richieste attesi nei primi mesi del 2026.

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