Punti chiave
- Taglio al cuneo fiscale prorogato: Confermato anche per il 2025 lo sconto sui contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti.
- Premi di produttività tassati al 5%: L’aliquota agevolata resta in vigore per i premi erogati ai dipendenti, rendendo più vantaggioso l’incentivo alla produttività.
- Obiettivo: più salario netto: Le due misure puntano ad aumentare la somma che i lavoratori ricevono in busta paga, specialmente nelle fasce di reddito medio-basse.
- Coperture finanziarie ancora in discussione: Il governo dovrà dettagliare nelle prossime settimane come reperirà le risorse necessarie per sostenere queste agevolazioni.
- Prossime tappe: Il testo della Manovra sarà presentato in Parlamento dopo l’estate per le valutazioni e gli eventuali emendamenti.
Introduzione
Il governo ha confermato oggi, nella Manovra 2025, la proroga del taglio al cuneo fiscale e l’aliquota agevolata al 5% sui premi di produttività per i lavoratori dipendenti. Queste misure intendono aumentare il netto in busta paga e sostenere il potere d’acquisto, mentre restano da definire le coperture finanziarie delle altre riforme previste.
Le misure fiscali confermate nella Manovra 2025
Il governo ha confermato il taglio al cuneo fiscale come misura principale della Manovra 2025. L’intervento mantiene la riduzione dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35.000 euro annui.
La proroga prevede uno sgravio del 7% per i redditi fino a 25.000 euro e del 6% per i redditi compresi tra 25.000 e 35.000 euro. Questo meccanismo, di tipo progressivo, è stato progettato per garantire benefici maggiori alle fasce di reddito più basse.
È stata anche confermata la tassazione agevolata al 5% sui premi di produttività, rispetto all’aliquota ordinaria del 10%. La misura si applicherà ai premi fino a 3.000 euro annui erogati ai dipendenti con reddito non superiore a 80.000 euro.
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L’aliquota ridotta sui fringe benefit sarà estesa anche per il prossimo anno, mantenendo la soglia di esenzione a 2.000 euro per i lavoratori con figli e a 1.000 euro per gli altri dipendenti.
L’impatto sulle buste paga
Il taglio al cuneo fiscale comporta per un lavoratore con reddito di 20.000 euro annui un beneficio di circa 1.400 euro aggiuntivi all’anno in busta paga. Questo corrisponde a circa 107 euro mensili di trattenute previdenziali in meno.
Per chi percepisce 30.000 euro annui, l’incremento si attesta attorno ai 1.800 euro all’anno, ovvero circa 138 euro al mese. Il beneficio si riduce progressivamente oltre i 35.000 euro di reddito, fino ad azzerarsi.
La tassazione agevolata sui premi di produttività genera un vantaggio rilevante. Un premio di 2.000 euro sarà tassato al 5% invece che con l’aliquota marginale IRPEF del lavoratore (che può arrivare al 35%), con un risparmio fiscale superiore a 600 euro.
Questi interventi, se combinati, potrebbero significare per una famiglia con due lavoratori dipendenti a reddito medio-basso un aumento del potere d’acquisto compreso tra i 3.000 e i 4.000 euro all’anno.
Per una panoramica approfondita su come leggere correttamente la busta paga e verificarne i benefici, puoi consultare la nostra guida dedicata.
Reazioni dalle parti sociali
I sindacati hanno espresso apprezzamento per la proroga delle misure, pur ribadendo la necessità di interventi più duraturi. Il segretario generale della CGIL ha dichiarato durante l’ultimo incontro con il governo che il taglio al cuneo fiscale è positivo, ma dovrebbe diventare permanente. Non dovrebbe essere rinnovato di anno in anno.
Confindustria ha sottolineato il valore dell’incentivo fiscale sui premi di produttività. Il presidente dell’associazione degli industriali ha commentato che questa misura stimola la contrattazione di secondo livello e premia le aziende che investono sull’efficienza.
Le associazioni dei consumatori hanno rimarcato l’importanza di questi interventi nel contesto dell’attuale inflazione. Il presidente di una delle principali organizzazioni ha affermato che sono misure utili per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie; tuttavia, sarebbero necessari interventi più incisivi sui prezzi dell’energia e dei beni di prima necessità.
Il dibattito resta aperto sulla sostenibilità di lungo periodo delle misure. L’impatto sui conti pubblici è stimato in circa 10 miliardi di euro.
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Prossimi passaggi legislativi
La Manovra 2025 inizierà il suo iter parlamentare a ottobre, dopo la presentazione ufficiale prevista in Consiglio dei Ministri per fine settembre. Il governo ha già comunicato l’intenzione di ottenere l’approvazione definitiva entro dicembre.
Le commissioni Bilancio di Camera e Senato avvieranno l’esame del testo probabilmente nella prima metà di novembre. In questa fase potranno essere introdotti emendamenti, che potrebbero modificare alcuni aspetti delle misure fiscali delineate.
Il Ministro dell’Economia ha annunciato un programma di audizioni con le parti sociali al fine di raccogliere suggerimenti e proposte di miglioramento. Durante l’ultima conferenza stampa ha precisato che il confronto è aperto, ma il quadro delle risorse disponibile è definito.
Per evitare l’esercizio provvisorio, l’approvazione della manovra dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2024. Le misure fiscali entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025.
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Conclusione
Le conferme presenti nella Manovra 2025 mirano a rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti, soprattutto nelle fasce di reddito medio-basso, attraverso sgravi contributivi e un regime fiscale agevolato sui premi. La sostenibilità delle misure resta un tema centrale nel confronto tra governo, parti sociali e imprese. Cosa tenere d’occhio: l’esame parlamentare prenderà il via da ottobre e la possibile approvazione definitiva potrebbe arrivare entro il 31 dicembre 2024, con margine per eventuali modifiche in commissione.
Inoltre, se vuoi scoprire quali sono le nuove regole per l’assegno unico nel 2025 e come richiederlo, consulta la nostra sezione dedicata ai sostegni alle famiglie.





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