Punti chiave
- Sciopero nazionale il 12 dicembre: la CGIL ha indetto una giornata di protesta in tutta Italia contro le nuove misure sulle pensioni.
- Disaccordo sulla Legge di Bilancio: la riforma prevede l’innalzamento dell’età pensionabile, motivo principale dello sciopero.
- Impatto su lavoratori e servizi: coinvolti settori pubblici e privati, con possibili disagi nei trasporti, nella sanità e nelle scuole.
- Richieste dei sindacati: più flessibilità in uscita e maggiore tutela per chi svolge lavori gravosi.
- Possibili nuovi incontri con il Governo: sindacati aperti al dialogo e in attesa di risposte ufficiali dopo la protesta.
Nei prossimi paragrafi vediamo cosa cambia con la manovra e quali sono i diritti in caso di sciopero.
Introduzione
Il 12 dicembre la CGIL ha organizzato uno sciopero generale in tutta Italia contro l’aumento dell’età pensionabile previsto dalla Legge di Bilancio. La protesta coinvolge sia il settore pubblico che quello privato e prevede manifestazioni nelle principali città italiane, con l’obiettivo di richiedere regole più chiare e flessibili per il diritto alla pensione dopo anni di lavoro.
Sciopero generale del 12 dicembre: che cosa succede
La CGIL ha proclamato uno sciopero generale per giovedì 12 dicembre 2024, coinvolgendo lavoratori di ogni settore su base nazionale. La mobilitazione, della durata di otto ore, porterà manifestazioni in oltre 40 città, con cortei principali a Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo.
Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha dichiarato che questa iniziativa è necessaria per contrastare una manovra economica percepita come penalizzante per lavoratori e pensionati. Lo sciopero ha come obiettivo principale la contestazione della riforma delle pensioni inserita nella nuova Legge di Bilancio.
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I servizi pubblici essenziali resteranno assicurati secondo le normative in vigore, con fasce di garanzia previste per i trasporti. Negli ospedali saranno garantiti i servizi di emergenza e le prestazioni indifferibili, ma potrebbero esserci ritardi o cancellazioni di visite programmate e esami non urgenti.
Anche le scuole di ogni ordine e grado potrebbero chiudere o operare a regime ridotto, creando possibili disagi per famiglie e studenti. Gli istituti stanno informando le famiglie sulle modalità di adesione e sulle eventuali variazioni degli orari scolastici.
Le ragioni della protesta
Al centro della protesta c’è la riforma delle pensioni prevista dalla Legge di Bilancio, che secondo la CGIL irrigidirebbe i requisiti di accesso alla pensione. La proposta del governo prevede l’innalzamento dell’età pensionabile e modifiche al calcolo dei contributi che, a detta del sindacato, penalizzerebbero soprattutto lavoratori giovani e donne.
Landini ha affermato che la riforma rappresenta un attacco ai diritti acquisiti e compromette il futuro previdenziale di milioni di italiani. La CGIL contesta in particolare la sostituzione del sistema di calcolo misto con quello contributivo puro, che potrebbe ridurre l’importo delle pensioni future.
Il sindacato chiede anche una revisione strutturale del sistema fiscale, con una distribuzione più equa del carico sulle spalle di lavoratori e pensionati. Tra le rivendicazioni c’è anche un piano straordinario di assunzioni nel pubblico impiego, con priorità per sanità, scuola e servizi sociali.
Infine, la mobilitazione intende ottenere maggiori risorse per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, fermi da tempo in diversi settori strategici.
Settori coinvolti e servizi garantiti
Lo sciopero interesserà praticamente tutti i comparti lavorativi e potrebbe avere un impatto rilevante sui servizi pubblici. Nel settore dei trasporti, le ferrovie potrebbero registrare cancellazioni e ritardi dalle 21:00 dell’11 dicembre alle 21:00 del 12 dicembre, fermi restando gli orari garantiti previsti dalla legge.
I servizi di trasporto pubblico locale (autobus, tram e metropolitane) seguiranno orari specifici a seconda delle città. In genere saranno assicurate le corse nelle ore di punta mattutine e serali. È consigliabile consultare i siti delle aziende di trasporto locale per dettagli sulle fasce garantite.
Nel settore sanitario, saranno garantiti i servizi di emergenza e terapia intensiva, l’assistenza a persone non autosufficienti e altri servizi indispensabili. Le prestazioni programmate, come visite specialistiche ed esami diagnostici, potranno essere posticipate.
Il personale degli uffici pubblici (ministeri, enti locali e altre amministrazioni statali) potrà aderire allo sciopero. Questo potrà causare rallentamenti nell’erogazione dei servizi agli sportelli e negli uffici della pubblica amministrazione.
Reazioni politiche e delle associazioni datoriali
Il governo ha criticato la decisione della CGIL, ritenendo lo sciopero “ingiustificato e prematuro” in quanto il dialogo sulla riforma pensionistica con le parti sociali sarebbe ancora in corso. Il Ministro del Lavoro ha dichiarato che ci sono margini di negoziazione e ha invitato alla prosecuzione del confronto.
I principali partiti di opposizione, al contrario, hanno espresso solidarietà ai lavoratori e alla CGIL, sottolineando che la riforma colpirebbe i più deboli e non risolverebbe i veri problemi strutturali del sistema previdenziale. È stata annunciata battaglia parlamentare durante la discussione della Legge di Bilancio.
Le associazioni datoriali hanno invece manifestato preoccupazione per l’impatto economico dello sciopero, stimando per il settore manifatturiero e quello dei servizi perdite significative. Confindustria ha esortato tutte le parti a riprendere il dialogo, definendo lo sciopero come una misura estrema che non facilita la ricerca di soluzioni condivise.
Coldiretti ha evidenziato il rischio di blocchi nel trasporto delle merci deperibili, chiedendo specifiche garanzie per la movimentazione dei prodotti agricoli freschi.
Cosa prevede la riforma delle pensioni
La riforma pensionistica contestata dalla CGIL introduce diverse modifiche rilevanti al sistema attuale. Tra le principali novità, l’innalzamento graduale dell’età pensionabile che potrebbe arrivare a 67 anni per tutti entro il 2027, eliminando varie forme di flessibilità in uscita come Quota 103 e l’Ape Sociale.
Il calcolo dell’assegno pensionistico verrebbe modificato, con l’estensione del sistema contributivo puro anche a chi oggi usufruisce del sistema misto. Secondo le stime sindacali, questa transizione comporterebbe in media una riduzione del 25-30% dell’importo per chi andrà in pensione nei prossimi anni.
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La riforma prevede un meccanismo automatico di adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, senza deroghe per chi svolge lavori gravosi o usuranti. La CGIL definisce questo aspetto come particolarmente penalizzante per categorie di lavoratori già svantaggiati.
Per le donne con figli, la proposta prevede una riduzione dei mesi di anticipo pensionistico concessi per ogni figlio. Il sindacato considera questa misura discriminatoria e incoerente con le politiche di sostegno alla natalità.
Diritti dei lavoratori durante lo sciopero
Durante lo sciopero generale, i lavoratori che intendono aderire possono astenersi dal lavoro senza dover dare preavviso individuale. L’adesione comporta la perdita della retribuzione relativa alle ore di astensione, ma non può avere ripercussioni negative sulla valutazione professionale o sulla carriera del lavoratore.
I datori di lavoro non possono sostituire i lavoratori in sciopero con nuove assunzioni temporanee, né richiedere straordinari al personale non scioperante per coprire l’assenza dei colleghi. Tali comportamenti sono considerati condotta antisindacale e perseguibili secondo la normativa vigente.
Per i lavoratori dei servizi essenziali precettati, permane l’obbligo di garantire i servizi minimi previsti dalla legge.
Conclusione
Lo sciopero generale del 12 dicembre rappresenta un momento chiave nel confronto tra sindacati, lavoratori e governo sul tema delle pensioni e dei diritti nel lavoro. Le manifestazioni e la disponibilità al dialogo potranno incidere sulla Legge di Bilancio e sulle future politiche previdenziali. Cosa tenere d’occhio: i prossimi sviluppi nei tavoli di confronto tra sindacati e governo, attesi già nei giorni successivi allo sciopero.





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