Key Takeaways
- Responsabilità solidale anche dopo il rogito: L’acquirente può essere chiamato a pagare le spese condominiali arretrate degli ultimi due anni, anche se ignote al momento dell’acquisto. Questa solidarietà passiva deriva dalla normativa e mira a tutelare il condominio.
- Distinzione chiara tra spese ordinarie e straordinarie: Le spese ordinarie (gestione corrente) spettano normalmente al proprietario in carica quando sono dovute. Le spese straordinarie, invece, fanno capo di solito a chi era proprietario quando l’intervento è stato approvato dall’assemblea condominiale.
- Accordi privati non vincolano il condominio: Anche se venditore e acquirente decidono tra loro chi deve pagare quali spese, il condominio può comunque agire contro l’acquirente per le somme arretrate. Questi accordi hanno valore solo tra le parti private.
- Clausole contrattuali: uno strumento di tutela fondamentale: Inserire clausole specifiche nel compromesso e nel rogito, definendo la ripartizione delle spese condominiali e l’eventuale rimborso di pendenze, aiuta concretamente a evitare dispute future.
- Verifiche preventive prima della firma: È fondamentale chiedere all’amministratore una certificazione aggiornata sui debiti dell’immobile e sulle delibere assembleari. In questo modo si possono conoscere eventuali arretrati e spese straordinarie già approvate.
- Ruolo attivo dell’amministratore di condominio: L’amministratore deve fornire tutte le informazioni utili richieste dalle parti e può essere chiamato a rilasciare un’attestazione ufficiale dello stato dei pagamenti.
Comprendere bene la responsabilità sulle spese condominiali è la base per una compravendita serena e senza sorprese. Nei prossimi paragrafi, approfondiamo ogni aspetto pratico e legale, offrendo consigli concreti per tutelarsi sia come acquirente che come venditore.
Introduzione
Acquistare o vendere un appartamento può nascondere una delle insidie più comuni nel mondo immobiliare: la responsabilità per le spese condominiali, comprese quelle non ancora saldate. Molte persone scoprono solo dopo la firma che l’acquirente può essere chiamato a rispondere dei debiti condominiali accumulati dal precedente proprietario, a causa della solidarietà prevista dalla legge.
Per questo, è essenziale capire a chi spettano davvero le spese condominiali nelle compravendite immobiliari e quali obblighi risultano effettivamente vincolanti. Solo con una conoscenza chiara si possono prevenire controversie o richieste di pagamento inattese. Scopriamo quindi come funziona la ripartizione delle spese, quali garanzie inserire nei contratti e quali passi adottare per proteggersi concretamente in ogni fase della transazione.
La Ripartizione delle Spese Condominiali nella Compravendita
Un aspetto spesso sottovalutato durante una compravendita immobiliare è la corretta attribuzione delle spese condominiali. Sapere “chi paga cosa” è il primo passo per evitare spiacevoli costi imprevisti e fraintendimenti fra le parti.
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Principio Generale della Responsabilità
A disciplinare la materia interviene l’art. 63 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile. Secondo questa normativa, chi subentra nei diritti di un condomino (cioè l’acquirente) è obbligato, insieme al venditore, a pagare i contributi condominiali relativi all’anno in corso e a quello precedente.
La responsabilità si articola in due livelli principali:
- Solidarietà per gli ultimi due anni: l’acquirente può essere chiamato a pagare le spese relative all’esercizio in corso e a quello precedente, anche senza colpa.
- Responsabilità esclusiva del venditore: per tutte le spese anteriori vari anni rispetto alla compravendita, il venditore è direttamente responsabile.
Questa organizzazione garantisce sia la tutela del condominio (che può facilmente recuperare il credito), sia la chiarezza nei rapporti fra venditore e acquirente.
Tempistiche e Momento del Passaggio di Responsabilità
Un elemento essenziale per evitare controversie riguarda la tempistica del trasferimento delle responsabilità. Il punto di riferimento è la data del rogito notarile, che segna ufficialmente il cambio di proprietà.
Questo principio genera alcune conseguenze pratiche:
- Le spese approvate prima del rogito, ma esigibili dopo, ricadono generalmente sull’acquirente.
- Per le spese ordinarie, si adotta spesso la suddivisione “pro quota temporale”, cioè proporzionalmente ai giorni di proprietà di ciascuna parte nel mese della vendita.
- Le spese straordinarie di solito fanno capo a chi era proprietario al momento della delibera dell’intervento.
La distinzione tra quando una spesa viene deliberata e quando viene effettivamente richiesta è cruciale, non solo in campo immobiliare ma anche in altri settori gestionali dove il passaggio di responsabilità avviene al trasferimento ufficiale o alla stipula di un nuovo contratto.
Distinzione tra Spese Ordinarie e Straordinarie
Le spese condominiali si classificano in due categorie, ognuna con principi di attribuzione distinti:
Spese ordinarie:
- Pulizia delle aree comuni
- Riscaldamento centralizzato
- Manutenzione di routine e personale di portineria
- Raccolta rifiuti e gestione dei servizi generali
Spese straordinarie:
- Rifacimento della facciata e delle strutture portanti
- Sostituzione di impianti (ascensore, caldaia centralizzata)
- Opere di ristrutturazione o ammodernamento importanti
- Installazione di tecnologie innovative (per esempio, sistemi di domotica condominiale)
- Interventi di efficientamento energetico richiesti da nuove normative
La classificazione delle spese straordinarie, legata alla data della delibera assembleare, trova riscontro anche in altri ambiti. Ad esempio, nei lavori pubblici, le responsabilità di spesa si attribuiscono a chi aveva incarico al momento dell’approvazione del budget o del progetto.
Tutele per l’Acquirente
Entrare in condominio senza brutte sorprese è possibile solo adottando alcune precauzioni concrete. Vediamo le misure principali che un acquirente può e dovrebbe mettere in pratica:
- Richiesta di documentazione:
- Farsi consegnare dall’amministratore una certificazione aggiornata sulle spese pendenti e morosità. Questa attestazione ufficiale è spesso obbligatoria su richiesta dell’acquirente.
- Valutare i verbali delle ultime assemblee per esaminare la presenza di lavori straordinari o spese approvate ma non ancora sostenute.
- Esaminare il piano di riparto degli ultimi anni per comprendere la regolarità nei pagamenti del venditore.
- Verifiche pre-contrattuali:
- Accertare la presenza di eventuali delibere per interventi impegnativi e la situazione dei pagamenti.
- Chiedere all’amministratore chiarimenti sullo stato dell’immobile e sulle rate condominiali.
- Clausole contrattuali protective:
- Prevedere una trattenuta su parte del prezzo di acquisto a garanzia di spese pendenti.
- Inserire dichiarazioni precise del venditore sull’assenza di debiti o sulla disponibilità a rimborsare eventuali somme che l’acquirente fosse costretto a pagare.
- Stabilire in contratto i meccanismi di eventuale compensazione e rimborso.
Questi passaggi aumentano la sicurezza nella transazione. In contesti come l’acquisto di aziende o la cessione di partecipazioni, strumenti simili di due diligence e garanzie contrattuali sono ormai uno standard.
Gestione delle Morosità Pregresse
Un tema particolarmente delicato riguarda la gestione delle morosità lasciate dal vecchio proprietario. In caso di debiti condominiali non saldati, l’acquirente è tenuto al pagamento (per i due anni precedenti) ma può rivalersi poi sul venditore.
Per affrontare questa situazione in modo efficace, è importante:
- Richiedere una certificazione dettagliata delle pendenze prima del rogito.
- Inserire nel contratto clausole per il rimborso automatico delle somme eventualmente corrisposte al condominio.
- Prevedere modalità pratiche di compensazione, per esempio tramite trattenute sul prezzo finale.
Questo approccio trova riscontri anche nell’ambito della compravendita di beni strumentali o aziende, dove gli acquirenti spesso inseriscono garanzie analoghe per eventuali debiti pregressi (come fornitori o tasse non pagate).
Accordi Privati e Ripartizione Contrattuale
Le parti (acquirente e venditore) hanno la facoltà di stabilire criteri diversi, tramite accordi privati, per la ripartizione delle spese condominiali. Tuttavia, questi accordi producono effetti solo tra loro; il condominio può continuare a richiedere il pagamento secondo quanto prevede la legge.
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Caratteristiche essenziali degli accordi:
- Obbligatoriamente scritti e inseriti nel compromesso o nell’atto di compravendita.
- Regolano modalità e termini di rimborso o compensazione di spese già deliberate o future.
- Non vincolano il condominio, il quale resta libero di agire contro l’acquirente per recuperare il credito.
Tra gli aspetti da regolare tramite queste pattuizioni figurano:
- I criteri di suddivisione delle spese ordinarie.
- La responsabilità per le spese straordinarie già deliberate ma non ancora riscosse.
- Le modalità di rivalsa e di compensazione in caso di pagamenti indesiderati.
Questa impostazione è condivisa in molti settori, come nella contrattualistica d’impresa o nelle locazioni commerciali, dove eventuali accordi interni tra le parti non incidono sulle pretese dei creditori.
Ruolo dell’Amministratore di Condominio
L’amministratore gioca un ruolo chiave nella fase di compravendita. Non solo gestisce le comunicazioni e garantisce il passaggio di informazioni tra venditore, acquirente e condominio, ma può anche essere chiamato a rilasciare un’attestazione ufficiale che riepiloga i pagamenti effettuati e gli eventuali debiti residui.
I principali obblighi dell’amministratore sono:
- Rilasciare, su richiesta, la certificazione dello “stato dei pagamenti” relativa all’unità immobiliare oggetto di vendita.
- Aggiornare l’anagrafe condominiale comunicando tempestivamente i nuovi proprietari.
- Collaborare nella verifica delle situazioni debitorie e nel passaggio di documentazione fra le parti.
Il ruolo di mediazione e di garanzia dell’amministratore si conferma importante anche in altre realtà collettive, come associazioni, società di servizi o cooperative, nella gestione delle quote e degli oneri condivisi.
Conclusione
Gestire correttamente la ripartizione delle spese condominiali in una compravendita immobiliare è essenziale per tutelare i diritti sia dell’acquirente sia del venditore e per prevenire costose contestazioni future. La legge attribuisce responsabilità precise in base alla tipologia di spesa e alla tempistica della delibera, lasciando però spazio a personalizzazioni attraverso accordi privati che, tuttavia, vincolano solo le parti coinvolte e non il condominio.
L’adozione di verifiche accurate, il ricorso alle certificazioni dell’amministratore e la predisposizione di clausole contrattuali chiare rappresentano gli strumenti più efficaci per una transazione sicura e senza sorprese. In un campo spesso percepito come complesso e distante dalla vita quotidiana, prendersi il tempo per informarsi e verificare ogni dettaglio si traduce in una maggiore serenità e sicurezza.
Guardando al futuro, chi si avvicina a una compravendita ricorrendo a strumenti di tutela e informazione costante sarà sempre un passo avanti. Non si tratta solo di limitare i rischi, ma di trasformare la conoscenza delle regole in un’opportunità di empowerment personale. Informarsi è potere. Conoscere la legge, è vivere meglio.
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