Punti chiave
- Notizia principale: Confermato il taglio del cuneo fiscale per 14 milioni di lavoratori italiani nel 2025.
- Contratti a termine prorogabili oltre 12 mesi senza causali fino a dicembre 2025.
- Debiti verso INPS e INAIL rateizzabili fino a 60 mesi da gennaio 2025.
- Premi di produttività tassati al 5% garantiti per 4,4 milioni di lavoratori nel prossimo anno.
- Queste misure rappresentano cambiamenti chiave nella normativa sul lavoro previsti per il 2025.
Scopri come questi aggiornamenti possono influenzare la tua situazione lavorativa quotidiana.
Introduzione
Nel 2025 il taglio del cuneo fiscale viene confermato per 14 milioni di lavoratori italiani. Si tratta di una delle principali novità riportate dalla stampa il 24 dicembre 2025. Tra le misure più rilevanti c’è anche la possibilità di rateizzare i debiti verso INPS e INAIL fino a 60 mesi, segnando un passaggio importante nelle modifiche alla normativa sul lavoro previste per il nuovo anno.
Notizia principale: Taglio del cuneo fiscale permanente dal 2025
Dettagli della misura
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che rende strutturale il taglio del cuneo fiscale dal 2025. Questa misura, rinnovata ogni anno fino a oggi, diventa permanente e prevede maggiori benefici per chi ha un reddito fino a 35.000 euro annui. Per redditi tra 8.500 e 28.000 euro lo sgravio può arrivare fino a 100 euro al mese; per chi guadagna tra 28.000 e 35.000 euro il beneficio sarà progressivamente ridotto.
Il Ministro dell’Economia ha evidenziato che si passa così da misure temporanee a una riforma strutturale del sistema fiscale. Secondo le stime del governo, l’iniziativa riguarda circa 13 milioni di lavoratori dipendenti, con un aumento medio annuo di 1.100 euro in busta paga.
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Il finanziamento dell’intervento avverrà razionalizzando le tax expenditures e allocando 9,5 miliardi di euro l’anno da fondi strutturali. Per le aziende, sono previste procedure amministrative più semplici: non sarà più necessario presentare richiesta ogni anno per lo sgravio.
La riforma contiene anche un meccanismo di adeguamento automatico, che permetterà di incrementare lo sgravio in funzione dell’andamento dell’inflazione, con revisioni ogni due anni dal 2027. Le parti sociali hanno accolto positivamente la misura, pur sottolineando il bisogno di ulteriori azioni sul costo del lavoro.
Impatto su lavoratori e imprese
Per i lavoratori, la stabilità del taglio porterà maggiore sicurezza sul reddito disponibile. Un lavoratore che guadagna 25.000 euro continuerà a beneficiare di circa 1.200 euro annui. Chi arriva a 35.000 euro riceverà un vantaggio di circa 500 euro l’anno. Il calcolo sarà automatico in busta paga a partire da gennaio 2025.
Le imprese potranno beneficiare di una gestione più semplice e prevedibile dei costi. In particolare, le piccole e medie imprese potranno risparmiare fino a 40 milioni di euro all’anno di burocrazia. Sono previsti incentivi in più per chi aumenta l’occupazione stabile tra il 2025 e il 2026.
Le associazioni di categoria credono che questa misura possa aiutare le imprese italiane a essere più competitive. Confindustria considera il provvedimento un primo passo importante, auspicando però una riforma ancora più ampia del cuneo fiscale e degli oneri sociali.
Il Centro Studi del Ministero del Lavoro stima che la misura possa portare a una crescita dell’occupazione dello 0,4% nel primo anno, con benefici anche sulla domanda interna, soprattutto in settori come manifattura, servizi e turismo.
In breve oggi: Novità contrattuali
Flessibilità nei contratti a termine
Nel 2025 arrivano cambiamenti nella disciplina dei contratti a tempo determinato. Le aziende potranno stipulare contratti fino a 24 mesi senza causali per i primi 18 mesi, rispetto ai 12 mesi precedenti. Dopo, le causali saranno semplificate e comprenderanno anche motivi legati all’innovazione tecnologica.
Rinnovando i contratti sarà previsto un contributo addizionale ridotto dell’1% se l’azienda offre formazione certificata. Una novità che premia le imprese che investono nella crescita professionale dei propri collaboratori. Le nuove regole entrano in vigore dal 1° marzo 2025, con un periodo di transizione per i contratti già in essere.
Per chi lavora è garantita una maggiore tutela della formazione: almeno 25 ore di aggiornamento professionale all’anno nei contratti a termine sopra i 12 mesi. Così si aiuta l’occupabilità futura.
Nuovi incentivi all’occupazione giovanile
Il pacchetto prevede nuovi incentivi per assumere giovani sotto i 35 anni: esonero contributivo del 60% per due anni nei contratti a tempo indeterminato. L’agevolazione sale al 70% nelle regioni del Mezzogiorno e per chi conclude percorsi di formazione tecnica superiore.
Per accedere, l’azienda deve mostrare un saldo occupazionale positivo e non aver effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti. Mantenendo i nuovi assunti almeno tre anni, è previsto anche un credito d’imposta per la formazione fino a 3.000 euro per lavoratore.
I settori fissati come prioritari sono: tecnologie digitali, transizione ecologica, economia circolare e scienze della vita. Per queste assunzioni ci saranno procedure più snelle e supporto tramite i centri per l’impiego, che saranno rafforzati con 500 nuovi operatori specializzati.
In breve oggi: Welfare aziendale
Ampliamento dei fringe benefit
Dal 2025 la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit passa a 3.000 euro annui per tutti i dipendenti, a prescindere dalla situazione familiare. Tra le novità, le utenze domestiche (gas, luce, acqua) saranno incluse tra i benefit detassati, non più solo in via temporanea.
Le aziende potranno dedurre il 120% dei costi per servizi di welfare a favore della genitorialità: asili nido, babysitting, centri estivi. Un modo concreto per favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia.
I lavoratori potranno scegliere tra benefit diretti o piattaforme di welfare, convertendo fino al 50% dei premi di risultato in servizi welfare, mantenendo l’esenzione fiscale. Secondo il Ministero, questa opzione è aumentata del 25% negli ultimi due anni, segno di un trend in crescita.
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Nuove misure per il welfare territoriale
La riforma introduce il welfare territoriale, con incentivi per reti di imprese che sviluppano progetti condivisi. Le PMI che si aggregano in reti di almeno cinque aziende riceveranno un credito d’imposta del 35% sulle spese sostenute, fino a 150.000 euro l’anno per rete.
Questi progetti dovranno coinvolgere anche enti locali e terzo settore, creando nuove collaborazioni tra pubblico e privato. Un’attenzione speciale andrà alle soluzioni innovative di assistenza sociale e ai servizi di sostegno alle famiglie.
Conclusione
La conferma strutturale del taglio del cuneo fiscale nel 2025 rappresenta un passo avanti per lavoratori e imprese, offrendo maggiore stabilità e praticità in vista dei cambiamenti delle norme sul lavoro. Le novità su contratti a termine, welfare e incentivi sono pensate per rendere il sistema più semplice e sostenibile. Ricorda: le nuove regole entreranno in vigore da gennaio e marzo 2025.





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